Inter, Moratti ‘racconta’ la nuova proprietà cinese e la sua uscita di scena

Massimo Moratti parla della sua Inter, stavolta probabilmente davvero solo da tifoso

“Da tifoso interista sono fiducioso: i nuovi proprietari mi sembrano seri”. Cosi’, in sintesi, Massimo Moratti, in una intervista pubblicata oggi sul “Corriere della Sera” parla della nuova proprieta’ cinese dell’Inter che ha come obiettivo quello di riportare il club nerazzurro ai vertici del calcio italiano e internazionale. “Dico la verita’: mi hanno regalato un’impressione di serieta’. Non e’ detto che la prima impressione sia sempre quella giusta, ma quando i nuovi proprietari dell’Inter vennero a Milano, tempo fa, facemmo un incontro a Imbersago, in campagna. Notai in Zhang Jindong concretezza, un uomo che non ha bisogno di recite, nessuna voglia di apparire. Cosi’ anche il figlio, educato, abituato ad ascoltare. La delegazione rispettosa del proprio leader. Da questo, e da altro ancora, ne ho tratto un giudizio positivo” rivela l’ex numero uno interista che poi parla del suo addio al club: “La mia vera uscita e’ stata quando ho ceduto l’Inter a Thohir. La tappa odierna fa parte di un cammino, di un processo, di una costruzione. Nel tempo mi sono preparato psicologicamente, quindi nessun trauma” dice Moratti che sul rapporto con Thohir da socio di minoranza, aggiunge: “Ammetto che ho fatto fatica, malgrado l’infinita cortesia di Erick Thohir. E in questa mia confidenza non c’entra proprio niente l’imprenditore indonesiano, disponibilissimo nei miei confronti, sensibilissimo verso di me”. “Le responsabilita’ erano di Thohir, la gestione era la sua, quindi ogni mio intervento avrebbe potuto creare imbarazzi ed equivoci” dice Moratti che poi non ha “lezioni” da dare alla nuova proprieta’: “L’ultima cosa che intendo fare e’ salire in cattedra e impartire lezioni”. Sulla sua Inter e su quella di papa’ Angelo dice: “Mai voluto inseguire mio padre, ma sicuramente un insegnamento l’ho assorbito: il senso del dovere. Papa’ interpretava benissimo questo valore: guidare una grande squadra, l’Inter, vuol dire sentirsi responsabile del sentimento di centinaia di migliaia di tifosi sparsi in tutto il mondo. Ecco, io ho sempre pensato che fosse la cosa piu’ importante, ho creduto in questo valore e mi sono comportato di conseguenza”.

thohir morattiSul calcio che si evolve: “E’ cambiato com’è giusto. E’ lo specchio dei tempi” afferma Moratti che su dove deve cambiare il calcio italiano, risponde: “Bisogna dare certezze a chi investe. La cosa peggiore che possa capitare e’ non avere davanti a se’ una strada certa. Da noi manca qualcosa di definitivo per il futuro”. Chiamato a scegliere tra tre campioni avuti nella sua Inter, non ha dubbi: “Ronaldo, Ibrahimovic e Recoba“. Su quest’ultimo ha avuto un attimo di tentennamento: “Recoba e’ quel tipo di giocatore che regala colpi pregiatissimi, inattesi, che emozionano. Poi, sono il primo a sapere che mancava assolutamente di continuita'”. Su Mourinho “E’ stato bravissimo, ha vinto tutto. Ma anche qui me ne faccia dire tre… Mancini e’ stato fondamentale per riportare l’Inter alla vittoria, ha rotto un periodo di astinenza. E Leonardo per la sua intelligenza”. Quindi Moratti rivela che voleva prendere anche Zdenek Zeman: “Lo cercai al telefono, non rispose, temendo uno scherzo. La situazione poi cambio’, sa quelle cose improvvise, e il suo arrivo non pote’ concretizzarsi. Ma lo stimo molto, ha delle idee rivoluzionarie”. Massimo Moratti poi e’ convinto che la nuova proprieta’ deve confermare Mancini: “Credo proprio di si’: e’ stata una stagione difficile, tormentata per Mancini. Troppi problemi, troppe situazioni poco chiare. In un’Inter radicalmente cambiata a livello societario, Mancini puo’ rappresentare un punto fermo a livello tecnico. Certo che la prossima stagione deve rappresentare una svolta anche nei risultati”. Sulla prima cosa da fare da parte della nuova proprieta’ cinese: “Affidare la responsabilita’ dirigenziale a un uomo collaudato, di esperienza, che conosca non solo il calcio italiano, ma anche il territorio, Milano, i tifosi. Oltre non vado”. Infine alla domanda se dopo Angelo e Massimo, in futuro alla guida dell’Inter, ci sara’ un altro Moratti di terza generazione, risponde: “Nessuno avrebbe detto che io avrei preso l’Inter da Pellegrini nel ’95. Nemmeno mia moglie. Il futuro? Perche’ no? Ho cinque figli innamorati dell’Inter”. (ITALPRESS).