Guido Albers, procuratore di Frank De Boer, ha parlato ai microfoni di ‘fcinter1908.it’ dell’esperienza, conclusa male, dell’olandese all’Inter: “Era partito bene, il suo progetto è stato però fermato dopo appena nove settimane. Ci vuole tempo per lavorare, per passare da un 4-4-2 al 4-3-3. Tra gli obiettivi fissati inizialmente c’era quello di cambiare lo stile di gioco, era impossibile farlo in così poco tempo. Altri obiettivi erano portare i giovani più validi dalla Primavera alla prima squadra, trovare calciatori degni di vestire questa maglia e raggiungere il terzo posto. Tutti obiettivi che Frank ama raggiungere. Non gli hanno dato, però, modo di farlo. Saputo dell’esonero, De Boer ha detto ai giocatori di essere molto dispiaciuto. Il problema è stato anche allenare ventinove giocatori, sono troppi, ogni volta ce n’erano cinque o sei delusi. La stampa? Non è mai stato un problema. I tifosi? Sensazionali con lui, sin dal primo momento, per lui hanno fatto cose meravigliose. L’ambiente Inter, comunque, è fantastico a 360 gradi. A Frank, però, andava concessa fiducia“.
Inter, parla l’agente di De Boer: “Non gli è stato concesso il giusto tempo”