Le statistiche a volte raccontano storie che mai ci potremmo aspettare. L’Italia non perde dal 2006 per quanto riguarda le partite di qualificazione agli Europei, e questa è una statistica schiacciante. Ma più di recente gli azzurri hanno ‘perso colpi’ con le squadre considerate ‘piccole’, che sia in gare ufficiali o in amichevoli. Antonio Conte non vuole sorprese, la sua Italia deve stravincere.
Le armi sono le sue, le solite: agonismo, carattere e sacrificio. Si parte da Buffon in porta, con il fido Bonucci al centro con alla sua sinistra il compagno Chiellini e a destra l’ex compagno ai tempi del Bari, Ranocchia. Le fasce saranno affidate a De Sciglio (preferito a Pasqual) e, probabilmente Darmian, che si gioca fino all’ultimo un posto con il laziale Candreva. Florenzi, Pirlo e Marchisio per un centrocampo stellare e di qualità. Gli occhi sono tutti puntati proprio su Andrea Pirlo che ha cambiato idea sul fatto di voler abbandonare la nazionale ed è tornato agli ordini del ct, anche se stavolta si chiama Conte, colui che incarna il motivo del suo ripensamento.
In attacco Zaza e Immobile assicurano gol e corsa. I due attaccanti azzurri fanno paura all’allenatore dell‘Azerbaigian, Berti Vogts, che risponde come può date le assenze importanti di Shukurov e Javadov. Gli azeri arrivano da una buona partita contro la Bulgaria, persa rocambolescamente nel finale. Un ostacolo che gli azzurri devono superare, per sfatare il tabù delle piccole squadre e chiudere in anticipo il discorso qualificazione.