Italia, è crisi stadi: Juve, Udinese e Frosinone gli unici nuovi

Siamo rimasti indietro, anche nelle infrastrutture, anche in quelle sportive, soprattutto nel calcio. Lo dimostra il fatto che ci siano solo tre stadi nuovi in Serie A. Fra le nazioni europee che investono sul futuro del calcio, e quindi sugli stadi, l’Italia non compare nelle prime dieci della classifica: rispondono all’appello soltanto tre impianti nuovi, l’Allianz Stadium della Juventus, la Dacia Arena dell’Udinese e il Benito Stirpe di Frosinone. Nel resto d’Europa sono nati negli ultimi anni 159 stadi. Con un’età media degli impianti di 63 anni, con appena 8 di Serie A con copertura totale degli spalti, e quindi un calo di presenze, si perdono tantissimi ricavi. L’Atalanta e il Sassuolo hanno comprato lo stadio lo hanno migliorato, ma non rifatto. A Roma, ci sono state le nuove disavventure giudiziarie, dopo i sei anni che erano stati necessari per portare avanti il progetto, a Tor di Valle, di un impianto da 53mila posti. A Milano i tifosi sono sconcertati, visto l’ investimento di 600 milioni per uno stadio tutto nuovo, al posto dell’attuale San Siro. Verrebbe edificato in 4/5 anni sull’area comunale degli attuali parcheggi, avrebbe 60mila posti, meno degli attuali 80mila, ma con visuale migliore. Prato e primo anello verrebbero interrati. Ma la gente, davanti alla, proposta lanciata dal Milan, si chiede: perché non ristrutturare il mitico Meazza?

Cagliari è vicina alla costruzione del nuovo stadio, al posto del vecchio Sant’Elia, in demolizione. La struttura conterrà spazi commerciali e un albergo di lusso con 72 camere con vista mare, campo da gioco e città vecchia, trasformabili in uffici, e una passerella che colleghi lo stadio col Parco degli Anelli, appena realizzato. L’accordo tra l‘Empoli Football Club e la Pessina Costruzioni prevede la riqualificazione dello stadio “Carlo Castellani. Sorgeranno attività commerciali, la capienza complessiva dell’impianto sarebbe di 20.000 posti, per un costo di 30 milioni. Sul progetto nuovo-stadio, la Fiorentina è partita addirittura nel settembre 2008. I Della Valle si impegnavano a finanziarlo, sognando in tre anni uno stadio bellissimo e polifunzionale, con tanto di “Cittadella viola”, cioè un centro commerciale, un hotel ed un parco a tema calcistico. Ma ci si è arenati sull’area destinata all’impresa. Infine il Venezia promette l’inizio dei lavori per dar vita al nuovo stadio, in terraferma, dietro l’aeroporto di Tessera, così nessuno più dovrà ripescare qualche pallone in canale, come succedeva col Pier Luigi Penzo, datato 1913. Ultramoderno, dal costo di 185 milioni, grazie alla visione del presidente Joe Tacopina, che ha portato la squadra dalla serie D alla B, avrà 18mila posti, ampliabili a 25mila, sarà in pieno rispetto delle norme UEFA, con spazi verdi, parcheggi pubblici e privati. Avrà negozi, bar, servizi di ristorazione, un hotel a 4 stelle e darà lavoro costantemente a circa 1500 persone. E le altre, tutte le altre società di serie A? Attendiamo che rispondano presto all’appello dei nuovi impianti. Intanto si parla solo di restyling da Bergamo a Bologna a Genova.

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