Italia-Croazia doveva essere una festa, ma i croati hanno rovinato tutto!

Schermata 2014-11-16 alle 23.10.11Doveva essere una festa per Milano. La citta’, nonostante le piogge torrenziali dell’ultima settimana che l’hanno martoriata (i pompieri sono ancora all’opera in diverse strade della zona Niguarda ancora chiuse al traffico per il fango), non ha disertato l’evento, presentandosi in maniera massiccia allo stadio, gremito di oltre 63mila spettatori. Doveva essere una festa e invece per colpa della frangia piu’ esagitata del tifo croato si e’ trasformata in una brutta serata, con poco calcio e troppe intemperanze dei sostenitori ospiti. Piu’ di 6mila i tifosi croati stipati in gran parte del terzo anello, che anche a causa di qualche birra di troppo, rovineranno la festa soprattutto ai numerosi bambini venuti allo stadio per tifare per i propri benamini. Al momento dell’Inno di Mameli suonato dalla Brigata Taurinense degli alpini, i fischi dei tifosi croati vengono subito coperti da uno stadio che all’unisono intona insieme agli undici di Conte “Fratelli d’Italia”. Inizia la partita e, mentre in campo e’ l’Italia a prendere in mano le redini del gioco, sugli spalti sono i tifosi ospiti a scaldare l’atmosfera con i loro cori e qualche “botto”. Un vero e proprio boato e’ invece quello esce da San Siro all’11’ del primo tempo, quando Antonio Candreva porta in vantaggio gli azzurri. Il gol del centrocampista della Lazio scalda l’atmosfera e sugli spalti i tifosi italiani rispolverano anche alcuni cori che non si sentivano da Berlino 2006. Tempo quattro minuti e una papera di Buffon su tiro di Perisic rimette in parita’ l’incontro e scatena i tifosi croati in un lancio di fumogeni e petardi che per pochi minuti blocca addirittura la partita.

L’intervento dei pompieri e l’opera di convincimento nei confronti dei loro tifosi degli stessi giocatori croati, fanno si’ che l’incontro possa rimettersi in moto. Con poche emozioni e qualche paura (provvidenziale la respinta sulla linea di porta di Ranocchia) si arriva alla fine del primo tempo. Lo stadio si scalda nuovamente nell’intervallo, quando sul rettangolo verde compare la cresta di Stephan El Shaarawy che inizia il riscaldamento in vista di un suo ingresso nella ripresa. San Siro ama il Faraone e infatti al suo ingresso in campo, al 7′ della ripresa e’ accompagnato da una selva di applausi che per qualche secondo copre il canto dei tifosi croati, risvegliato da un ottimo inizio ripresa della squadra di Kovac. Nella ripresa l’Italia soffre e a dargli coraggio ci pensa il pubblico con una “ola” nel momento piu’ difficile della gara. Al 27′ arriva incomprensibile anche una nuova pioggia di fumogeni e razzi luminosi dalla curva croata che costringe l’arbitro Kuipers a sospendere nuovamente la partita. Intervengono anche le forze dell’ordine sgomberando la porzione di curva occupata dai tifosi piu’ scalmanati e gli spalti si infiammano con alcuni scontri in tribuna. Dopo dieci minuti di stop si ricomincia a giocare e a trarre vantaggio dal vergognoso spettacolo offerto dalla tifoseria ospite, sono gli Azzurri, che si ripresentano in campo con ben altro piglio, trascinati da un pubblico che ha voglia di vedere piu’ calcio e meno “fuochi d’artificio” e fumogeni. La partita scivola via veloce fino all’ultimo dei tre minuti di recupero, lasciando negli occhi un’Italia non indimenticabile e l’ennesima prova di come la maleducazione di pochi possa rovinare lo spettacolo di chi scende in campo e di chi va allo stadio solo per amore del calcio.