Tutti si attendevano una magia da Mario Balotelli in avanti contro l’Uruguay. Che purtroppo non c’è stata. E tutti, nel dopo partita, sembrano avere un solo ed unico bersaglio. Non lo dicono chiaramente, ma è ormai assodato che ad avere le maggiori responsabilità è proprio SuperMario. Nessuna azione pericolosa, spesso polemico, si fa ammonire dall’arbitro e, tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, costringe l’ormai ex ct Cesare Prandelli a sostituirlo. Peggio di così…Il suo arrivo in Brasile prometteva qualcosa di buono. Era carico, determinato e voglioso di fare bene. Tanto che il gol contro l’Inghilterra aveva anche fatto ben sperare. Ma si sa, l’apparenza a volte inganna e anche oggi a Natal ennesima prestazione da 5 in pagella, con tanto da entrata killer in corso di partita che accende l’allarme rosso sulla panchina azzurra, con l’inevitabile sostituzione e la faccia triste in panchina. All’attivo del n.9 azzurro nei suoi 207′ minuti Mondiali (90′, 72′ e 45′), poca roba: match winner contro l’Inghilterra all’esordio, è vero, ma anche tanti errori sotto porta (letali i due contro i centroamericani sullo 0-0) e il solito nervosismo che gli hanno regalato gli immancabili gialli (che gli avrebbero fatto saltare l’eventuale ottavo di finale). Così oggi, dopo 45 minuti, anche il ct Prandelli ha perso la pazienza, accantonando l’esperimento del doppio centravanti e relegandolo in panca. Insomma, per dirla tutta, l’ennesima figuraccia davanti al pubblico brasiliano che pure lo aveva adottato, incitato, sostenuto e, in qualche caso (vedi pubblico femminile), anche idolatrarlo. I Mondiali 2014 dovevano essere la sua occasione, Natal oggi doveva essere la sua gara. Aveva un unico compito Balotelli: trascinare i compagni di squadra non tanto verso l’Impresa (parliamo sempre di gironi eliminatori), quanto verso una qualificazione a portata di mano. Archivia invece l’ennesima delusione di una stagione partita male e finita peggio. Il gol decisivo contro l’Inghilterra nella partita d’esordio sembrava avesse dato a Supermario le motivazioni giuste per prendersi definitivamente la scena del calcio italiano ed mondiale, la vicinanza di Fanny pareva gli avesse portato equilibrio e serenità nel bad-boy rossonero. Invece, solo un fuoco di paglia. Se in casa azzurra è tempo di bilanci, se Cesare Prandelli ci mette la faccia, per il ragazzo in perenne lite con il mondo, che dribbla più i cinguettii che i giocatori avversari, c’è solo l’ennesima brutta figura, accompagnata dai consueti inquietanti interrogativi sul suo futuro. Anche perchè diventa sempre più difficile collocarlo in campo. Balotelli, lo dicono tutti, è uno straordinario giocatore, ma ibrido. Ci hanno provato in tanti a raddrizzarlo, da Mourinho a Mancini, da Allegri a Seedorf a Prandelli, ma Balotelli, 24 anni il 12 agosto, si avvicina sempre più al profilo di promessa incompiuta, nascosta dietro a quel volto sempre corrucciato, irascibile, isterico e vittimista. Oggi, dopo la debacle, Andrea Pirlo, al passo d’addio alla nazionale, ha chiesto di parlare ai compagni. C’erano tutti tranne lui, solo soletto già sul pullman: metafora di un giocatore decisivo sì, ma a modo suo.