Italia-Germania, il day after: critiche ed elogi, l’eredità di Conte e il nuovo corso Ventura

Il giorno dopo è come sempre quello più doloroso, ma allo stesso tempo è il momento di massima lucidità per le riflessioni. Sì perchè il ricordo è ancora vivo, ma non si hanno le influenze dell’immediato, teso, post partita. Dunque via alle logiche riflessioni, critiche ed agli elogi dopo la sconfitta della nostra Italia contro la Germania.

Inutile dire, ridire e sottolineare che siamo usciti da Euro2016 a testa alta, anzi molto di più, altissima. Antonio Conte ha compiuto un miracolo dopo essere stato “lasciato solocome lui stesso ha detto nel post partita. Lo hanno lasciato solo le istituzioni, i club italiani, ed uno dopo l’altro lo hanno virtualmente abbandonato anche Marchisio, Verratti, De Rossi, Thiago Motta e Candreva… mica assenze da nulla per il centrocampo azzurro. Ma nonostante tutto i ragazzi hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, e ci hanno fatto sognare traguardi impensabili alla vigilia della spedizione francese.

Certo, per dovere di cronaca ci sono anche alcuni aspetti negativi che devono essere sottolineati. Ieri sera non abbiamo tirato praticamente mai in porta, ed i nostri rigoristi sono stati ad onor del vero pessimi. Ma tutto ciò passa in secondo piano, non si riesce a ‘rimproverare’ davvero questa Nazionale, perchè quando dai tutto va bene così.

Mister Conte ha ragione quando parla di enorme eredità lasciata a Ventura per il prossimo ciclo azzurro, eredità sì, ma anche la difficoltà di aver fresche nella memoria le imprese dell’ItalConte. Adesso il compito dell’ex tecnico del Torino dovrà per forza di cose essere anche quello di svecchiare un po’ il gruppo, ed inserire i numerosi talenti che spingono alle spalle degli eroi ‘francesi’. Tirando un po’ le somme, l’Italia è sempre l’Italia, con cuore, grinta e disciplina tattica siamo riusciti ancora una volta a sopperire a qualche mancanza dal punto di vista del talento. Ma il nuovo ciclo sarà diverso sotto questo aspetto, i nostri giovani hanno caratteristiche ben diverse, forse meno sacrificio, ma talento a iosa! Dunque bisognerà cogliere quanto di buono lasciato in eredità da Conte, ed aggiungere la qualità necessaria per far bene in Russia tra soli due anni. In bocca al lupo a Ventura dunque, il condottiero del dopo Conte.