Italia, i talenti ce li hai ma serve coraggio per un 4-3-3 da sogno. E per il dopo Conte non diciamo castronerie

I talenti dell'Italia, il coraggio di Conte e quel 4-3-3 che può farci sognare

Italia, ci siamo quasi: dopo la qualificazione ottenuta in modo trionfale per gli Europei dell’estate 2016, gli Azzurri guidati da Antonio Conte si stanno avvicinando all’importante appuntamento continentale con una serie di amichevoli iniziate venerdì sera in Belgio. La sconfitta 3-1 maturata contro una delle squadre più forti del mondo è in realtà bugiarda rispetto a quanto s’è visto in campo, al netto degli orrori difensivi della coppia “made in Juve” al centro della retroguardia azzurra. L’Italia ha giocato alla pari e ha avuto tante occasioni da gol prima di andare alla deriva nel finale. Ma a prescindere dalla prestazione sul campo, è evidente come nella lista dei convocati azzurri manchi la qualità di un tempo. Mancano le stelle, mancano i talenti: da Roby Baggio a Totti e Del Piero, da Christian Vieri a Toni e Gilardino fino a Pippo Inzaghi e Cassano, senza dimenticare i vari Nesta, Cannavaro, Zambrotta, Pirlo e Gattuso negli altri reparti.
Non vogliamo, però, essere disfattisti: la realtà non è così nera come sembra, e riteniamo che l’Italia abbia anche oggi a disposizione dei grandi talenti che possono riportare la Nazionale sul tetto del mondo, purché ci sia il coraggio di lavorarci su’ e schierarli in campo tutti insieme.

Partiamo dall’attacco, il reparto più deficitario se si pensa che nel giro della Nazionale ci sono con sempre più insistenza ragazzi come Giovinco, Zaza e Okaka. Con tutto il rispetto, come si può pensare di fare un europeo con calciatori che giocano poco o, nel caso di Giovinco, in campionati di ben altra categoria rispetto al professionismo europeo, non riusciamo a immaginarlo. A meno che non sia una strategia per spronare i “big” a fare meglio. Ben vengano Eder, Pellè, El Shaarawy, e Gabbiadini ma riteniamo possano rappresentare valide alternative per la panchina europea, perchè non c’è alcun dubbio sul fatto che il tridente più forte sia dal punto di vista tecnico che sotto l’aspetto atletico, sia quello composto da Insigne e Berardi a supporto di Balotelli.

Insigne è il calciatore italiano che sta facendo meglio di tutti nella nostra serie A, e sta giocando nella squadra di vertice che esprime il miglior calcio: il Napoli di Sarri che gioca con il tridente InsigneHiguainCallejon. Berardi sta facendo molto bene nel Sassuolo 5° in classifica, e ha già dimostrato il suo valore in carriera anche con la maglia della Nazionale. Balotelli è un talento che non si discute, uno dei pochissimi grandi fenomeni che oggi il calcio italiano può vantare nel proprio patrimonio. Al momento è infortunato, ma da quando è tornato al Milan ha rigato dritto e ha giocato sempre bene. E’ chiaro che bisognerà valutarli fino alla fine della stagione, ma con un tridente così l’Italia non avrà nulla da invidiare a Germania, Francia o allo stesso Belgio, anche perchè SuperMario ricorderà con quali prodezze ha trascinato gli Azzurri nella finalissima degli ultimi europei 4 anni fa.

Veniamo adesso a centrocampo: è certamente il reparto con più qualità della nostra nazionale. Verratti è un talento straordinario, degno erede di Pirlo. E per non far rimpiangere Pirlo ce ne vuole. A nostro avviso Verratti ha tutte le caratteristiche per emulare il grande campione, anzi lo sta già facendo. Con Marchisio e De Rossi può formare un centrocampo stellare, ma i vari Candreva, Montolivo, Bonaventura, Vazquez, Soriano e Parolo danno garanzie importanti anche in alternativa rispetto ai “big”.

In difesa, infine, serve il coraggio di rinnovare. I tre big della Juve (BarzagliChielliniBonucci) non danno più le garanzie di qualche anno fa, in realtà mai particolarmente eccelse. Il fisiologico calo di Barzagli sta palesando i limiti degli altri due, anche se Bonucci resta fondamentale per le sue qualità tecniche di saper impostare il gioco sin da dietro, proprio come piace a Conte. Non schierargli accanto Acerbi, che con la maglia del Sassuolo di domenica in domenica si sta confermando uno dei migliori difensori della nostra serie A, sarebbe un delitto. Conte l’ha già preso in considerazione in più occasioni e non è certo un CT privo di coraggio.
Sulle fasce i “titolarissimi” non possono che essere Darmian e Florenzi che nella Roma ha già dimostrato di saper tenere la fascia in modo magistrale.

Ovviamente ci sono De Sciglio, Romagnoli, Antonelli, De Silvestri, Astori e gli stessi Barzagli e Chiellini a comporre un reparto guidato come sempre da Buffon, anche se oltre ai vari Sirigu e Perin a nostro avviso si potrebbe davvero prendere in considerazione Donnarumma se continuerà a fare così bene. E’ un predestinato e fargli assaporare una così importante competizione internazionale a quest’età gli regalerà per il futuro una grande esperienza.

Insomma, è chiaro che a tutte queste riflessioni bisogna aggiungere sei mesi di campionato, e in sei mesi ne possono succedere di tutti i colori, ma il succo è che l’Italia di talento ce ne ha eccome, e che all’Europeo – pur con la giusta umiltà e il rispetto doveroso nei confronti di tutti – può presentarsi per vincere. Anche perchè è l’unica, insieme a Inghilterra, Romania e Austria, ad aver ottenuto la qualificazione senza perdere neanche una partita. Le favorite rimangono Germania e Francia ma gli Azzurri sono lì ad insidiarle, insieme alla Spagna, al Belgio e alla stessa Inghilterra, senza sottovalutare le possibili outsider Repubblica Ceca, Portogallo e Islanda.

Infine, per il dopo Conte non diciamo castronerie. Conte è il miglior allenatore che la Nazionale possa avere, e la speranza di tutti è che l’Europeo vada bene e il mister rimanga anche per i mondiali del 2018. Se così non sarà, l’Italia ha tanti grandi allenatori esperti e qualificati che non ci sono bisogno di nomi nuovi, di ex calciatori che ad oggi non potrebbero allenare neanche nei Dilettanti e che hanno tanta gavetta da fare prima di pensare di arrivare in Nazionale. Il dopo Conte si chiama ancora Conte, lui che prima di arrivare in Nazionale di gavetta ne ha fatta tanta, da Arezzo all’Atalanta, in modo trionfale a Bari e Siena conquistando due storiche promozioni in serie A prima di arrivare alla Juventus e riportare i bianconeri sul tetto d’Italia con tre scudetti consecutivi e il ritorno in Champions League. E adesso ha raccolto una Nazionale in macerie e sta provando a restituirle l’autorevolezza e il prestigio di sempre.