Lo scoppiettante e incerto inizio di questo campionato ha mostrato chiaramente a tutti che l’equilibrio e le sorprese hanno esteso il loro dominio, su quello che fino all’anno scorso era una landa desolata con la sola Juventus a dettare legge: lo zoppicante inizio dei bianconeri e le ritrovate certezze di molte squadre hanno finalmente reso frizzante il tutto, con splendide realtà come Fiorentina e Napoli, che si permettono anche di andare in gita a San Siro e rifilare quattro gol alla nobiltà del calcio milanese.
E’ anche e soprattutto il campionato degli allenatori coraggiosi, pronti a sovvertire i pronostici con la forza del gioco e delle idee, idee ormai improntate sul ritorno di una figura mai realmente sfruttata in Italia: l’ala offensiva.
Giocatori come Insigne, Blaszczykowski e Cuadrado hanno impiegato poco a conquistare i loro allenatori e hanno dato il via a quella che potrebbe rivelarsi una rivoluzione per il nostro calcio, rivoluzione affrontata negli anni con ottimi risultati da squadre come Lazio e Sassuolo, letteralmente guidate dalle giocate dei vari Berardi, Candreva e Felipe Anderson.
Le grandi del calcio europeo giganteggiano ormai da anni grazie a giocatori come Robben, Di Marìa, Ribery, Hazard, fuoriclasse assoluti e costosi, ma inseriti perfettamente grazie ad idee di calcio più innovative.
Non è un caso che Roberto Mancini, allenatore navigato e con grandi esperienze all’estero, abbia fatto incetta di esterni nel mercato estivo (Perisic, Ljajic, Biabiany) e non è un caso, che anche un maestro di calcio come Maurizio Sarri, abbia abbandonato il suo amato 4-3-1-2 per valorizzare al meglio tutta l’abbondanza del suo reparto offensivo.
L’ultimo passo adesso è esportare questa idea anche in Nazionale e Antonio Conte ci sta provando: le prime gare hanno mostrato un’Italia ancora non perfettamente rodata, ma è chiaro che se i giocatori dovessero assimilare nei club questa trasformazione, anche le prestazioni in azzurro lieviterebbero.
Magari inserendo nuovi giocatori: Bernardeschi è ormai un pilastro della Fiorentina capolista di Paulo Sousa, Insigne sembra sul punto di esplodere e un giovane come Berardi a soli 21 anni, ha già alle spalle qualcosa come 31 gol in Serie A.
Tutta una questione di idee e certezze: per spiccare definitivamente il volo, adesso servono le ali.