Meglio da ct dell’Italia che da avversario, almeno fin quando il divorzio dalla Juventus sarà ancora così fresco. Antonio Conte si prepara a tornare allo ‘Stadium’ bianconero dove ha assaporato trionfi e record nel campionato e solo qualche delusione europea. Tornerà su quel campo il 31 marzo, per l’amichevole di lusso Italia-Inghilterra, otto mesi dopo il distacco dai colori bianconeri. Meglio da ct azzurro che sulla panchina di un altro club, italiano o straniero: su questo lo stesso Conte e il presidente bianconero Andrea Agnelli si sono dichiarati d’accordo alla presentazione della partita, oggi nella sede aulica di Palazzo Madama. Una tappa di avvicinamento – il lancio dell’amichevole e delle due settimane di ‘Torino città azzurra’ – al ritorno di Conte nella sua vecchia casa, come lo era stata la visita allo ‘Juventus Center’ di Vinovo.
“Proverò una grandissima emozione a tornare in quello stadio – ha ammesso il ct azzurro – Torino è la mia città adottiva da ormai 24 anni, con la Juventus ho vissuto stagioni indimenticabili. Sono contento di tornare allo ‘Stadium’ alla guida della Nazionale e non da avversario”. Di rimando Agnelli, che con l’addio di Conte l’estate scorsa era stato costretto a contattare precipitosamente Allegri, è pronto ad accogliere l’illustre ex da ospite: “Fa sempre piacere ritrovare Conte – ha detto il presidente bianconero – credo che sarà contento lui, lo saranno i tifosi. Ci piace incontrarlo da ct della Nazionale italiana e speriamo che ci torni tanti anni in questa veste. E la Juventus è disponibile ad ospitare gli azzurri nel suo stadio tutte le volte che ci verrà chiesto”. Le distanze della società bianconere dalla Federcalcio non sono affatto colmate, anche se è la Lega il bersaglio delle critiche più dure del massimo dirigente bianconero. “Con la Federcalcio non c’è nulla da scongelare – ha detto Agnelli – c’è un contatto continuo e costante con il direttore generale Uva e con il presidente Tavecchio. La Federazione è titolata a definire i programmi strategici del calcio italiano, la Lega di serie A ha la competenza di attuarli. Ho detto che bisognerebbe ispirarsi alla Premier League, mi rispondete che è un sogno? I sogni qualche volta si avverano”, ha concluso Agnelli. C’è da chiudere, per normalizzare i rapporti tra Juve e Figc, il caso dell’esposto il club bianconero vuole 443 milioni di euro di risarcimento per i danni conseguenti alle sentenze di ‘Calciopoli’. Una richiesta che aveva persino messo in dubbio la disputa a Torino di Italia-Inghilterra.
“Non c’è mai stato nulla di congelato – ha risposto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio -, con il presidente Agnelli ci siamo incontrati in diverse occasioni. Il problema fondamentale è che la Federazione ha in atto una situazione particolare per quanto riguarda quell’esposto-denuncia che vorremmo chiudere in maniera bonaria. Abbiamo interesse – ha aggiunto – ad avere questa grande società, questa grande squadra senza nessun problema federale”. Gli angoli cominciano ad essere smussati, ma l’impressione è che ci sia ancora da lavorare. Tavecchio invece lancia uno spot a tutte le società: “E’ una supplica – dice testualmente – la Nazionale deve avere il massimo sostegno. Ne va anche dell’immagine dell’Italia paese”.