Poche ore di riposo, e l’Italia di Cesare Prandelli comincera’ l’avventura Confederations. Con l’obiettivo, dichiarato dal suo capitano Gigi Buffon, di non ”uscirne sbruciacchiati come nel 2009 in Sudafrica”. Il rischio c’e’ subito, perche’ a due giorni dall’arrivo a Rio ancora non c’e’ certezza di dove gli azzurri di Prandelli potranno allenarsi. La settimana di lavoro prima dell’esordio col Messico non e’ secondaria. Prandelli, dopo le fatiche di Praga, ha rivelato di non aver forzato la preparazione per non arrivare in Brasile con una squadra spremuta: ”Nel calcio moderno – spiega il ct – chi ha qualita’ deve mettere intensita’ e ritmi alti. Altrimenti la squadra con meno tecnica e piu’ corsa ti mette in difficolta’. Ieri siamo stati bravi nel possesso palla, ma ci sono mancate profondita’ e brillantezza. A fine campionato staccare e riprendere e’ sempre difficile: la prima partita e’ la piu’ dura, avvene anche prima dell’Europeo contro la Russia”. Cosi’ emerge anche un pensiero particolare: ”Le otto squadre della Confederations non avrebbero dovuto giocare prima del torneo: la Spagna cosi’ ha fatto…”, e’ il messaggio del ct, che peraltro e’ tornato a sottolineare ”la mancanza di tempo e di stage” per definire il quadro di ristrettezze nel quale si sente di lavorare. In verita’, Messico e Giappone hanno giocato, e la Spagna non aveva partite in calendario perche’ al momento di stilarlo gia’ sapeva, da campione del mondo, di dover affrontare la Confederations. L’Italia invece, nel 2010, veniva dal ko sudafricano ed evidentemente non immaginava di arrivare fino in fondo a Euro 2012 e conquistarsi il posto per Brasile 2013. ”In ogni caso, questo tipo di lavoro era una scelta obbligata – prosegue Prandelli – Nella corsa alla qualificazione siamo in linea, anzi avanti rispetto alle previsioni. E’ tutto nelle nostre mani, a settembre. Ma ora devo pensare alla Confederations, e arrivarci nelle condizioni migliori” Anche per questo la logistica dell’allenamento non e’ secondaria. Il pasticcio ‘Havelange’ lo ha fatto la Fifa. Dopo aver assegnato agli azzurri lo stadio che ospitera’ l’atletica alle Olimpiadi 2016, ha ignorato lo stop delle autorita’ locali nel marzo scorso, per il crollo di una parte della copertura che aveva costretto alla chiusura dell’impianto per tutto il 2014. Appena 15 giorni fa le autorita’ locali erano apparse possibiliste, ma ancora ieri i primi uomini della spedizione azzurra gia’ arrivati a Rio si sono trovati le porte chiuse in attesa di una riunione Locog. E intanto il sindaco carioca conferma: stadio chiuso fino alla fine dell’anno. La Fifa non si scompone e va avanti. L’Italia scoprira’ solo arrivando dove puo’ allenarsi.
Italia pronta alla Confederations Cup, con l’incognita stadio…