Sei Mondiali e una tradizione calcistica di primissimo livello: Italia e Uruguay sono due delle grandi nobili del calcio mondiale. Nelle loro squadre hanno militato e militano fuoriclasse che hanno vinto tutto o quasi, che hanno fatto la storia di questo sport. Una delle due domani sera dovrà dire addio al sogno di arrivare a giocare la finale al Maracanà, prima nello stadio Das Dunas però si daranno battaglia fino alla fine. Il calcio uruguagio è da sempre legato all’Italia, circa metà dei giocatori della Celeste hanno giocato o giocano nel nostro campionato. Lo stesso ct Oscar Washington Tabarez ha avuto due parentesi da allenatore in Italia, al Cagliari e al Milan. Il confronto ruolo per ruolo inizia ovviamente dai portieri. La porta dell’Italia sarà difesa ancora da Gigi Buffon, campione del Mondo nel 2006 e capitano con record di presenze in nazionale. Il numero 1 azzurro non vuole interrompere domani la sua storia ai Mondiali, fatta di cinque partecipazioni come solo Matthaus e il messicano Carvajal hanno fatto. I suoi ‘scudieri’ sono Sirigu e Perin. In porta per la Celeste c’è invece l’ex laziale Fernando Muslera ora al Galatasaray: portiere di grandi potenzialità, spesso si perde in amnesie clamorose. Alle sue spalle le riserve sono Martin Silva del Vasco da Gama e Rodrigo Munoz del Libertad. La difesa a tre dell’Italia sarà quasi certamente imperniata sul trio juventino Barzagli-Chiellini-Bonucci, con quest’ultimo all’esordio in questa edizione dei Mondiali. Con lo storico capitano Diego Lugano fuori per infortunio e ormai sul viale del tramonto, la difesa della Celeste è imperniata soprattutto sullo juventino Martin Caceres, giocatore di grandi qualità ma anche lui soggetto a delle distrazioni. C’è poi la coppia di difensori dell’Atletico Madrid composta dal forte Diego Godin, a segno nell’ultima finale di Champions League, e Jose Gimenez. Sulla fascia agirà invece l’ex interista Alvaro Pereira. Valide anche le alternative con il mancino del Porto Jorge Fucile, Sebastian Coates del Nacional e Maxi Pereira del Benfica.
A centrocampo si decideranno forse le sorti della partita: più qualità nella mediana italiana, maggior dinamismo in quella uruguaiana. Prandelli punterà come sempre sulla classe di Andrea Pirlo a cui affronterà l’emergente Verratti, per il giovane pescarese è la prova d’appello dopo la deludente prestazione contro l’Inghilterra. Le potenzialità ci sono tutte, come nel caso di Claudio Marchisio che agirà in un ruolo leggermente avanzato. Tabarez punterà molto sul giorno sulle fasce grazie al laziale Alvaro Gonzalez e soprattutto sul talentuoso Cristian Rodriguez anche lui reduce dalla grande stagione con l’Atletico Madrid. Nel mezzo il Maestro potrà contare sulla grinta e la capacità di recuperare palloni dell’ex palermitano Arevalo Rios e sull’abilità del tuttofare Nicolas Lodeiro del Botafogo. Tanta Italia nelle alternative di centrocampo, Tabarez può contare sull’esperienza del parmense Walter Gargano e del bolognese Diego Perez. Centrocampisti di sostanza senza tanti fronzoli. Classe e imprevedibilità sono invece le caratteristiche di Gaston Ramirez, ex Bologna e capace sempre di sorprendere nel bene e nel male. Capitolo attacco: l’Italia si affida ancora su Mario Balotelli, sperando in un suo nuovo exploit dopo il flop contro Costa Rica. Prandelli potrebbe giocare la carta Immobile, l’esordiente attaccante del Borussia Dortmund scalpita e con le sue qualità di movimento e di presenza in area di rigore potrebbe mettere in crisi la retroguardia uruguagia. In caso di necessità il ct azzurro potrà sempre contare sulla voglia di riscatto di Cerci, Insigne e Cassano che con Costa Rica hanno avuto una chance ma non l’hanno sfruttata. Da paura è l’attacco uruguagio: Cavani e Suarez sono due giocatori di livello assoluto, che vedono la porta come pochi ma che danno sempre l’anima per la squadra. Il Matador è stato il giocatore che ha corso di più nella partita contro gli inglesi, anche se è mancata la zampata vincente. In 64 presenze ha già all’attivo la bellezza di 22 gol con la Celeste. Reduce da una stagione super con il Liverpool e da un’operazione al ginocchio, Suarez è stato decisivo con due gol rifilati agli inglesi. Fuoriclasse assoluto, in 78 partite con la nazionale ha segnato 41 gol: numero che fanno impressione. Ha invece perso il posto, ma è sempre un giocatore da temere l’ex interista Diego Forlan miglior giocatore dell’ultimo Mondiale. Le alternative sono l’emergente Abel Hernandez, reduce dalla cavalcata trionfale con il Palermo in Serie B e dall’esperto ex Reggina Cristian Stuani.