Storia da brividi quella di Jawahir Roble, 25 anni passata in poco tempo dalle bombe della Somalia ai campi di calcio londinesi, si tratta della prima ragazza nera, musulmana, col velo, diventata ‘referee’, arbitro superiore, in Gran Bretagna. Jawahir ha deciso di scendere in campo anche per essere da esempio per le altre ragazze musulmane, il suo sogno è quello di raggiungere alti livelli di arbitraggio, dalla Premier League femminile fino alla UEFA Champions League e ai Mondiali FIFA. Jawahir scappò da Mogadiscio, la città d’origine con i genitori e otto fratelli in piena guerra civile, nel 2004 ottenendo lo status di rifugiato in Gran Bretagna. E l’intenzione era solo una: giocare a calcio. Arrivano anche le dichiarazioni di Bishara Mohamed, “se Jawahir era capace di giocare a calcio sotto le bombe, figuriamoci qui, e’ piu’ facile e sono certa che avra’ successo”.
Da adolescente ha allenato dei ragazzini sui campi di calcio, poi ha deciso di formarsi in modo professionale per ottenere dalla federazione la qualifica di ‘referee’, arbitro superiore al quale i giocatori possono far ricorso se si ritengono danneggiati dall’arbitro di un singolo incontro, ha raggiunto il sesto livello di qualifica. Nel novembre 2017 il quotidiano ‘Daily Telegraph’ l’ha decretata “miglior referee in Inghilterra”, inoltre arbitra partite maschili amatoriali a 11 e viene remunerata ogni volta circa 40 euro. “Da quando ho cominciato, mio padre mi dice sempre: stai attenta, qua fuori ci sara’ chi ti odiera’. Ma io mi vedo come una persona forte e se qualcuno mi insulta, non mi sconvolgo. Penso solo che si tratti di ignoranti” ha dichiarato Jawahir ai media britannici.