Andrea Agnelli ha perdonato Luciano Moggi per i fatti di Calciopoli, ammesso che ce ne sia mai stato il bisogno. Infatti il presidente della Juve ha sempre parlato degli scudetti tolti dalla giustizia sportiva ai bianconeri come se appartenessero di fatto al club piemontese. Dunque la società attuale non ha mai preso le distanze da quella contraddistinta da Moggi, anzi, ne ha sempre difeso il nome, nonostante i tempi della Triade coincidano con la pagina più nera della gloriosa storia della Juventus.
L’esclusione tra gli invitati all’inaugurazione dello Juventus Stadium è stato solo uno specchio per le allodole, così come il patteggiamento successivo a Calciopoli che è un qualcosa di insensato a questo punto. Non per il “perdono” in sè, bensì per la continua rivendicazione degli scudetti tolti da parte di Agnelli. È abbastanza illogico patteggiare, quindi ammettere la colpevolezza, per poi negare la stessa colpevolezza!
In questo senso la linea della Juve è sempre stata molto chiara. La discontinuità rispetto ai tempi della Triade è stata creata solo negli anni di Cobolli Gigli. Con Agnelli e le sue dichiarazioni scontrose rispetto alle sentenze ed alle decisioni della giustizia sportiva, non è cambiato nulla, tanto che ancora oggi, a distanza di 8 anni, ci si scorna ovunque per la questione scudetti ed i bianconeri, in maniera polemica, non sfoggiano la terza stella sulle maglie.
“Luciano Moggi rappresenta una parte importante della nostra storia – ha detto il presidente della Juventus in merito alla possibilità di vedere l’ex direttore generale bianconero allo stadio – siamo il paese del cattolicesimo e del perdono”.