Jorge Sampaoli: ritratto dell’artefice del meraviglioso Cile

Il successo del Cile sulla Spagna per 2-0, risultato che ha eliminato dal Mondiale brasiliano i campioni in carica, porta la firma sul campo di Edu Vargas e Charles Aranguiz, ma ancora di più quello di Jorge Sampaoli stratega della ‘roja’. Un personaggio vero, che non sta un attimo fermo in panchina, che durante tutta la partita contro gli uomini di Del Bosque non ha fatto altro che agitarsi, uno strano mix tra James Belushi e Andre Agassi, che prima di fare l’allenatore ha lavorato come cassiere nel Banco de la Provincia, e dal giudice di pace firmando gli atti di nascita e di morte. Un uomo che ha preso la pesante eredità di Marcelo Bielsa, allenatore argentino come lui, al quale si è ispirato. Un allenatore esuberante, rigoroso, superstizioso, che porta sempre con se la foto del padre, il poliziotto Rodalgo Sampaoli, morto per un cancro al polmone. Un allenatore che una volta, dopo una espulsione, non ha trovato niente di meglio da fare che arrampicarsi su un albero e da lì guidare i suoi giocatori. ‘Chantaoli’ come è stato soprannominato ha deciso ieri di giocare una partita a viso aperto contro i campioni del mondo, scegliendo come modulo un 3-4-3 molto offensivo, aggredendo la formazione di Del Bosque e togliendole per lunghi tratti il pallone, sconfiggendo le ‘furie rosse’ quindi sul terreno a loro più congeniale, il possesso di palla, base di ogni loro successo. È il capolavoro tattico di questo 54enne nato a Casilda, nella provincia di Santa Fe e che da calciatore fa parte delle giovanili del Newell’s prima di interrompere la carriera per colpa di una frattura di tibia e perone a 16 anni che gli impedisce di proseguire nel calcio professionistico. Comincia quindi la carriera da allenatore tra i dilettanti, nella squadra della sua città e riesce ad affermarsi in Cile, prima con l’O’Higgins nel 2008, poi con la Universidad de Chile dal 2011 e con entrambe le squadre vince il titolo cileno. Da sempre si ispira al calcio di Marcelo Bielsa, ‘el loco’, suo connazionale e predecessore sulla panchina cilena che sostituisce nel dicembre 2012 con l’obiettivo di portarla al Mondiale. La missione compiuta e raggiunta anche la qualificazione agli ottavi ma Sampaoli non vuole fermarsi qui perché come titola il libro a lui dedicato dallo scrittore cileno Pablo Esquivel: ‘Jorge Sampaoli nada es imposible’, ripreso poi dallo spot per la nazionale cantato dai minatori cileni rimasti sotto terra per 69 giorni nel 2010, ‘para un chileno nada es imposible’. Niente è impossibile, per Sampaoli e per i cileni. L’Olanda e il mondo sono avvisati.