Josè Mourinho: “I tifosi dell’Inter sono speciali e Moratti lo è ancor di più”

L'ex tecnico dell'Inter, Josè Mourinho, ripercorre gli anni sulla panchina nerazzurra che lo hanno portato a conquistare lo storico "Triplete"

“I tifosi dell’Inter sono speciali e Moratti e’ piu’ che speciale. Era una vera famiglia e in quella stagione abbiamo fatto tutto, abbiamo vinto tutto”. Intervistato da Uefa.com, Jose’ Mourinho ripercorre la sua carriera in Champions League e non puo’ non tornare al 2010, al ‘Triplete’ centrato coi nerazzurri e alla finale di Madrid vinta contro il Bayern Monaco. “Era la partita della vita per molti dei miei giocatori – ricorda – era l’ultima chance per Zanetti, Materazzi, Cordoba, Chivu e Maicon di vincere la Champions. E abbiamo giocato quella partita con quella mentalita’. Non giocavamo in undici ma in migliaia perche’ l’Inter aspettava quel momento da tantissimo tempo. Eravamo molto fiduciosi ed e’ stato il modo perfetto di lasciare un club che amo moltissimo”. Sei anni prima, invece, il trionfo col Porto, “perfetto. Il Monaco era partito meglio di noi ma dopo 10-12 minuti eravamo in completo controllo. E’ stato un momento fantastico per noi ed e’ stato un peccato che la societa’ non sia riuscita a tenerci tutti insieme, chissa’ cosa avremmo potuto fare. Dopo quella vittoria, invece, andammo via io, Deco, Paulo Ferreira, Carvalho, Nuno Valente e Costinha, la squadra e’ scomparsa ma non la storia”. Nel 2010 la chiamata del Real Madrid. “Quando sono arrivato al Real, non raggiungevano i quarti di finale da quasi dieci anni e quando abbiamo trovato il Lione agli ottavi c’era il panico. Ma abbiamo superato quella barriera, il club e’ cambiato, i giocatori anche, pensavamo di poter vincere ma per tre anni di fila siamo arrivati in semifinale e per ragioni diverse non siamo riusciti ad andare oltre”.

La semifinale persa ai rigori col Bayern “e’ stata una grande delusione ma quando il Real ha vinto la Champions nel 2014 era perche’ se lo meritava e io ero il primo a essere felice”. Ora Mourinho vuole riprovarci col Chelsea. “Ho un ottimo gruppo, i rapporti sono eccellenti, penso sempre che bisogna andare passo dopo passo e la fase a gironi e’ il primo. Bisogna finire fra le prime due e andare avanti, poi dagli ottavi in poi l’imprevedibilita’ di ogni dettaglio diventa fondamentale, solo una squadra puo’ vincere e solo due possono raggiungere la finale. Essere il primo allenatore a vincere la Champions con tre club diversi? Non e’ questo l’obiettivo, l’obiettivo e’ vincere una terza Champions, non stabilire un record. Se qualcuno ci riesce prima di me o se qualcuno vince con 4 o 5 club diversi, non mi interessa. Voglio solo vincere la Champions col Chelsea”.