La stragrande maggioranza delle società di calcio, dopo un epilogo come quello di ieri sera, avrebbe reagito – comprensibilmente – in un certo modo. Arrabbiatura, delusione, poca voglia di parlare e il rischio di voler intervenire pesantemente prendendo decisioni forti, ma affrettate e dettate dalla passione. Un po’ come successo alla Roma in seguito all’eliminazione dalla Champions per mano del Porto.
Ma per la Juve non è così, ed è forse questo il motivo per cui la società bianconera si distingue dalle altre. Già ieri sera la voglia, a caldo e pochi minuti dopo la sconfitta, di guardare avanti, di pensare al futuro con l’idea di continuare a vincere. Spesso anche in questa sede è stato sottolineato, in negativo, lo stile Juve. Qualche uscita poco felice, una reputazione non positiva costruita negli anni. Ma questa volta no, questa volta forse quello stesso stile Juve fa capire il motivo per cui la Vecchia Signora ha saputo ricostruire egregiamente negli anni post Calciopoli, arrivando ad essere tra le big d’Europa. Si è sempre detto che per vincere non bastano i grandi campioni, ma serve anche una società forte alle spalle. E i bianconeri lo sono. Lo si vede tutto dalla presenza nel dopo gara di Agnelli e dalle sue parole: il numero uno bianconero è stato esempio di signorilità ed eleganza, innanzitutto ammettendo molto sportivamente i meriti dell’avversario e guardando già al futuro. “Ci incontreremo con Allegri a fine stagione per proseguire, l’obiettivo per quest’anno era la Champions ma lo sarà anche il prossimo. Il futuro della Juve è prosperoso“. Presa di posizione ferma, decisa, che non lascia spazio ad interpretazioni.
I bianconeri ed Allegri saranno ancora insieme, è piuttosto questa la scelta su cui effettivamente discutere: giusta o no? E’ un altra storia e ne parliamo a parte.