Le colpe della Juve… e di Allegri: come si vince una finale di Champions?

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La Juventus di Massimiliano Allegri ha perso la seconda finale di Champions League della sua storia recente. Va subito chiarito un aspetto, il lavoro del tecnico durante il suo ciclo bianconero è stato eccellente, ed anche quest’anno ha compiuto un’impresa raggiungendo quasi tutti gli obiettivi prefissati. Resta però un cruccio, quello della Champions League. Nelle finali c’è un chiaro problema. Nell’analisi di quanto accaduto, possiamo partire da una domanda: come si vince una finale di Champions League?

Ci sono diversi modi per vincere una finale, ma tutto inizia con la presa di coscienza delle proprie capacità. Sopravvalutarsi o sottovalutarsi rispetto all’avversaria che si ha di fronte, potrebbe essere letale. Le ipotesi sono comunque 4.

  1. Giocarsela alla pari: se due squadre si equivalgono, non solo come valori tecnici, ma sopratutto come abitudine a vincere, carattere, tranquillità nella gestione della pressione, allora sì potranno giocare alla pari una finale spettacolare.
  2. Se hai una squadra inferiore puoi giocartela in maniera sfacciata: presa coscienza del fatto di avere qualcosa in meno degli avversari, allora si gioca una gara a viso aperto, sperando di far male e di sparigliare un po’ le carte in tavola.
  3. Se hai una squadra inferiore puoi giocartela chiudendoti e ripartendo: è un po’ ciò che pensava di fare Simeone nelle sue finali. Di certo non gli è andata bene, ma è senz’altro una strategia.
  4. Se sei superiore scendi in campo e imponi il tuo gioco: qualora la tua squadre fosse superiore, allora il canovaccio della gara sarebbe chiaro.

4 ipotesi dunque. Adesso un’altra domanda: sapreste identificare la gara della Juventus di ieri? Onestamente sembra complesso. Inizialmente l’idea era probabilmente quella del punto 1. ma tale progetto è naufragato nel secondo tempo, dimostrando che tale strategia era errata. “Se mostri fragilità sei finito”, ha detto Dani Alves a fine gara. La squadra non ha avuto il carattere e l’abitudine a certi palcoscenici del Real Madrid. Colpa di Allegri? Difficile poter addebitare delle colpe ad un allenatore che ha fatto un lavoro clamoroso sulla Juventus, dunque probabilmente no, non è stata colpa di Allegri, ma di qualche calciatore che intendiamoci, è fenomenale, ma non ancora all’altezza di Modric, Kroos, Ronaldo, Ramos. Si può essere forti, fortissimi, ma non essere abituati alle finali, a vincere le finali.

LaPresse/Daniele Badolato
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La Juve può guardare al futuro col sorriso. Pjanic alla sua prima finale salirà di livello nella prossima Champions. Dybala, ieri nullo, di certo il prossimo anno sarà più consapevole e con qualche innesto di livello di certo i bianconeri ci riproveranno. Tanti aspetti possono fare la differenza. Anche il giorno prima della gara, il modo di vivere la vigilia. Idealmente ci immaginiamo un Modric tranquillo e rilassato, contro un Dybala con gli occhi sbarrati che non riesce a prender sonno. Ci sta, non è una colpa, è l’abitudine, nella prossima occasione l’argentino sarà più abituato. Dunque in bocca al lupo Juventus, riprovaci!