Juve, guarda il bicchiere mezzo pieno: la rabbia diventi spunto per reagire

L'esempio di Buffon da seguire, una reazione immediata da mettere in atto: la Juve ricominci da Cesena

La Juventus vista in campo ieri è stata la peggiore della stagione, evidenziando un problema già visto in altre occasioni: quando è ora di allungare sulla Roma, si lascia scappare l’occasione. I bianconeri sono scesi in campo molli, svogliati, finendo preda di un Cesena che, se pure avesse vinto, non avrebbe rubato nulla. Il rigore fallito poi da Vidal è una sorta di emblema di tutto ciò: dalla debacle cesenate si salvano solo Buffon, Marchisio e Morata. Per il resto, tutti insufficienti. E allora fa ancora più sensazione che, nell’immediato dopo partita, proprio il portiere della Juve abbia voluto prendersi le responsabilità per la brutta figura rimediata al ‘Manuzzi’: “Sono il Capitano e se le cose sono andate storte in primis la colpa è mia, che non ho saputo trasmettere le giuste motivazioni ai miei compagno“. Buffon è uno che la faccia ce l’ha sempre messa, anche quando non gli sarebbe toccato. Ed ecco che diventa, la sfuriata di Gigi, spunto di riflessione. E’ chiaro che abbia voluto dare una scossa all’ambiente, col tentativo di provocarne una reazione nell’immediato futuro. Un futuro che porterà la Juventus, tra venerdì e martedì, ad affrontare l’Atalanta ed il Borussia Dortmund. Vincere con gli orobici diventa adesso un obbligo, ne’ si può rischiare di uscire con le ossa rotte dal confronto con i gialloneri. Ed ecco che qui nasce il paradosso: che la Juve, troppo rilassata negli ultimi tempi, avesse bisogno di una figura simile per arrivare al top della concentrazione alla vigilia di questo periodo decisivo per le sorti di un’intera stagione? E’ vero, una grande squadra non dovrebbe arrivare a ciò per potere ben figurare, ma anche questo fa parte di un processo di crescita, che la Juve sta ancora vivendo, come dimostrano le vacche magre in ambito europeo. E allora ai bianconeri non rimane che prendere tutta la rabbia accumulata e trasformarla in energia positiva, affidandosi a quel Buffon che, come sempre, si dimostra leader di un gruppo che, quest’anno, di tanto in tanto si distrae con facilità. Da lui prenda esempio chi, ieri, ha pensato bene di passeggiare anziché correre.