Pallotta torna su Juve-Roma: “siamo più forti, lo abbiamo dimostrato!”

Possiamo vincerlo, certo, io ci credo. Ci possono essere errori arbitrali esattamente come ci sono gli errori dei giocatori, vanno accettati. Ma a Torino non ho mai avuto l’impressione di essere inferiore alla Juventus. E avrei avuto la stessa idea anche se Totti avesse calciato fuori il rigore o Gervinho non avesse fatto quell’assist per Iturbe. Siamo molto forti, con tanto talento. E possiamo solo migliorare: molti dei nostri ragazzi giocano insieme da appena un anno, i loro stanno insieme da molto piu’ tempo”. Dopo aver spento le polemiche, James Pallotta infiamma i tifosi giallorossi. “Se penso poi che la gara di Manchester l’abbiamo giocata senza 6-7 giocatori, non posso che sentirmi bene. Stesso discorso con la Juve, una squadra forte, tra le piu’ forti sotto il profilo tecnico. Ma – osserva il presidente della Roma alla ‘Gazzetta dello Sport’ – abbiamo giocato al loro stesso livello, anzi forse meglio, anche li’ con tanti giocatori fuori per infortunio, gente del valore di Strootman, De Rossi, Astori. Tutti giocatori decisivi. E allora mi chiedo: come non potrei essere fiducioso?”. Quando due anni fa divenne ufficialmente presidente giallorosso avrebbe mai immaginato un salto cosi’ rapido in alto? “Onestamente si’ – replica -. Anche se all’epoca, quando lo dissi, qualcuno penso’ che ero pazzo. La partita con la Juve? A Torino per fortuna non c’e’ stata la guerra mondiale, ma solo una partita con degli errori arbitrali. La sconfitta non ci rende mai felici ma va accettata. Da societa’, staff e tifosi. Anche perche’ la squadra ha dato il 100%, sono molto orgoglioso dei miei ragazzi. Anche se poi qualcosa che mi ha deluso davvero in realta’ c’è”.

“Quello che è successo dalla parti della nostra panchina: penso agli insulti a Ljajic e Strootman o agli schiaffi ai ragazzi dello staff. Questo non va bene, non e’ sport. Ma – continua Pallotta – quello che e’ successo non vuole dire che tutto questo sia la Juventus, ma soltanto che c’erano proprio quelle 5-6 mele marce. Quella gente li’ deve essere messa fuori dagli stadi, restarci fuori e non tornarci mai piu’. Non esistono altre strade”. Nella Roma chiunque puo’ dire come la pensa, “probabilmente a caldo anche io avrei detto le stesse cose” dopo Torino, ammette, “ma il giorno dopo – precisa Pallotta – e’ finito tutto. Bisogna voltare pagina. Quello che sappiamo fare lo dobbiamo dimostrare sul campo, non a parole. Ma una cosa ci tengo a chiarirla: quel messaggio non era diretto a Totti”. Quanto all’ipotesi moviola in campo, sottolinea: “Dobbiamo prendere esempio dagli sport americani, e’ giusto dare un paio di opportunita’ su cui interrogarsi, per rivedere eventualmente le decisioni arbitrali. Magari una a tempo, per non rovinare la fluidita’ del gioco. Si’, la moviola sarebbe senz’altro la strada giusta, un passo avanti verso la modernita'”. Chi piu’ veloce tra Gervinho e Iturbe? “Gervinho disorienta gli avversari correndo, sterzando, li manda giu’ cosi’. Iturbe ha una corsa diversa, sembra Bolt nei 100 metri, va dritto verso la porta e non si ferma piu’. Quando hai due cosi’ per Totti e’ uno spasso, certi palloni li sa mettere solo lui. Non so chi sia piu’ veloce tra i due. Magari alla festa di Natale organizzeremo una sfida e lo scopriremo li’…”.