Juve, Sarri in conferenza: l’infortunio di Ronaldo, gli equilibri da trovare ed il prossimo avversario

Alla vigilia di Brescia-Juventus, parla in conferenza stampa l'allenatore bianconero Maurizio Sarri: queste le sue parole

Una settimana intensa, con il pari beffa di Madrid e la vittoria sofferta contro il Verona, e qualche acciaccato (Ronaldo ieri ha avuto un piccolo affaticamento all’adduttore”). Così la Juve si prepara alla sfida di domani sera a Brescia. Queste, in conferenza stampa, le parole del tecnico della Juventus Maurizio Sarri.

Infortunio Cristiano Ronaldo, si ferma l’attaccante della Juventus

“Il processo di apprendimento è reciproco. Io devo capire bene quello che posso fare per la squadra e la squadra deve capire quello che voglio vedere io. E’ una squadra in evoluzione e bisogna trovare gli equilibri giusti fra le caratteristiche dei giocatori e ci stiamo lavorando su. Io spero che succeda prima dell’inverno, l’adattamento della squadra ai principi dell’allenatore è molto soggettivo. Bisogna mettere i giocatori nelle migliori condizioni di esprimersi e mantenere un equilibrio di squadra. Sono tentativi e su questo bisogna innescare un modo di giocare, che è un modo di pensare, e ci vuole un po’ di tempo. Non è un videogioco”.

“Il Brescia? L’impressione è che sia una buona squadra, si vede che c’è tanto lavoro dietro. E’ una squadra organizzata, che riesce a esprimere un calcio anche piacevole. E’ una squadra pericolosa, una neopromossa che sta facendo bene, ha entusiasmo e l’esordio di Balotelli può dare un’ulteriore botta di entusiasmo. E’ una partita insidiosa ma in questo momento della stagione affrontare queste squadre, in grande salute fisica, è pericoloso per noi e per tutti”.

“Non mi sono messo a vedere partite che non sono direttamente collegate a noi e non ho un quadro della situazione generale ma che il campionato fosse più difficile era un’opinione piuttosto condivisa da tutti e penso che sarà così. Solitamente nelle prime 7-8 partite tutte le squadre cercano di proporre calcio, poi la situazione cambia. Vediamo se questa tendenza a giocare di più da parte di tutti sarà duratura. Dopo 7-8 partite gli atteggiamenti cominciano un po’ a cambiare”.