Juventus, Agnelli a 360°: dalla riforma dei campionati al futuro del club bianconero

Andrea Agnelli commenta a tutto campo il momento del calcio italiano e le prospettive per il futuro

Un duro attacco al calcio italiano, definitivo un “sistema autoreferenziale”, e la necessita’ di affrontare tematiche come le seconde squadre, la riforma dei campionati e gli stadi. Andrea Agnelli scrive agli azionisti della Juventus e sottolinea come “gli evidenti progressi sul fronte della gestione non sono stati tuttavia sufficienti per avviare una profonda e definitiva riflessione a livello nazionale sul futuro del calcio italiano. Da piu’ parti, importanti esponenti del mondo del calcio invocano per il nostro movimento la dignita’ di essere considerati a pieno titolo un comparto industriale che contribuisce allo sviluppo del Paese sia con il gettito fiscale sia con il cosiddetto indotto. Ma il calcio italiano, purtroppo, non sta trovando al suo interno le risorse umane adatte a rilanciarlo e ricollocarlo al centro del dibattito politico”.

Il presidente bianconero accusa: “all’interno del nostro mondo si realizzano posizioni di rendita ingiustificata, godute da soggetti che non sono ne’ protagonisti ne’ finanziatori. Si tratta di realta’ che hanno saputo con scaltrezza ‘generare’ il consenso di un sistema autoreferenziale. Nel frattempo, per cinque volte su sei edizioni, le squadre italiane qualificate al preliminare di Champions League hanno fallito l’obiettivo di raggiungere la fase finale, e i club italiani, pur in presenza di una congiuntura di mercato piuttosto favorevole, non sono stati in grado di crescere al passo dei loro competitor europei”. Agnelli cita alcuni dati relativi al quinquennio 2009/2014. “Il tasso di crescita del giro d’affari del calcio inglese e’ stato del 61%, quello tedesco del 46%, quello spagnolo del 32%, quello francese del 42%, quello russo dell’86%, quello turco del 62%. L’Italia nello stesso periodo e’ cresciuta solamente del 14%. L’auspicio e’ che le prossime scadenze olimpiche, alla fine del 2016, portino ad un’accelerazione della spinta riformatrice nelle componenti costitutive del calcio italiano, favorendo il naturale ricambio degli uomini, delle competenze e delle modalita’ di gestione del potere.

“Si tratta di una riflessione che le Leghe, i calciatori e i tecnici devono saper cogliere per non passare altri cinque anni, da oggi al 2020, a elencare quello che si dovrebbe fare ma nessuno fa”. E in quest’ottica Agnelli torna a parlare delle seconde squadre (“la serie A deve avere la forza di colmare il gap generazionale che passa tra il campionato Primavera under 19 e l’accesso potenziale alle Prima Squadra, che avviene mediamente verso i 22/23 anni”) e di riforma dei campionati, “improrogabile e che deve essere accompagnata da una profonda riflessione sul tema della mutualita’: chi viene retrocesso deve essere salvaguardato in modo tale da non mettere a repentaglio, come invece avviene oggi, la continuita’ aziendale”. E poi gi stadi: “non solamente latita la pianificazione di nuove infrastrutture, ma addirittura si lascia che le attuali strutture continuino a operare in deroga rispetto alle normative in vigore. L’introduzione della Goal Line Technology, un provvedimento positivo, ha avuto costi che tutti i club hanno potuto affrontare senza problemi”.

“Un futuro roseo per la Juventus passa dal rinnovamento della rosa e dalla ricerca sul mercato di nuovi ricavi. Il profondo rinnovamento della rosa per la stagione 2015/2016, che permette ai colori bianconeri di essere pienamente competitivi, unitamente alle strategie di espansione dei ricavi tramite la ricerca di grandi partnership globali (come quella appena entrata in vigore con Adidas, che proietta la Juventus in una dimensione internazionale sia sotto il profilo dei ricavi sia sotto quello della grande visibilità al pari di club d’eccellenza come Real Madrid o Bayern Munchen) permetteranno alla vostra società di consolidare il proprio sviluppo. Dopo un percorso iniziato nell’estate del 2010, con un’operazione di completo cambio del management, un rafforzamento patrimoniale in grado di sostenere il turnaround e una corretta gestione, la vostra società è riuscita a tornare sia al successo sportivo sia alla sostenibilità economica – ha sottolineato – Quattro scudetti, tre supercoppe italiane, una Coppa Italia, il crescendo dei risultati in Champions League, dai quarti di finale nel 2012/2013 alla finale di Berlino, passando per una semifinale di Europa League, sono stati accompagnati da una forte espansione dei ricavi, che ha portato la società dapprima a dimezzare anno su anno le perdite, poi a raggiungere l’utile operativo nel 2013/2014 e l’utile d’esercizio nella stagione appena conclusa”.