Quando, retoricamente, si dice che il calcio italiano ha bisogno di ripartire dalle strutture non è un modo di dire. Il più grande esempio di gestione di una società di calcio è sicuramente rappresentato dalla Juventus che, negli anni della gestione Andrea Agnelli, ha visto letteralmente impennare il proprio fatturato.
Reduce da una stagione in Serie B nel post Calciopoli e da due anni di scarsi risultati, la società bianconera, negli ultimi 6 anni, è arrivata a toccare un record incredibile nell’ultimo bilancio reso noto: 387,9 milioni di euro di ricavi. Come fanno notare i colleghi di JuveNews’ sono tre i punti cardine del successo della squadra di Torino: lo Juventus Stadium, l’Accordo con Adidas e la gestione dei diritti dei calciatori.

La differenza l’ha fatta innanzitutto lo stadio di proprietà: lo Juventus Stadium, costruito sulle ceneri del Delle Alpi, ha aperto i battenti nel 2011 e ha fatto registrare, in un solo anno, un’impennata nei ricavi da biglietti da 11,6 milioni a 31,8 milioni. E le entrate provenienti da questo settore continuano a crescere anno dopo anno, complici le vittorie e la ritrovata verve in Europa.
Ma non solo stadio, anche lo sponsor fa la sua larga parte: Adidas ha sborsato 70 milioni più 13,5 milioni dalla vendita di “prodotti e licenze” per un merchandising gestito ‘in casa’ e in strutture di proprietà. Infine la questione diritti dei calciatori che ha portato alla società bianconera 46,3 milioni di ricavi: una cifra che incredibilmente supera quella delle cessioni – obbligate – di Ibrahimovic, Vieira, Cannavaro e Zambrotta nell’anno della discesa in Serie B.