Vincere non è mai facile, ma confermarsi è ancora più difficile. La Juventus è Campione d’Italia, con grande merito, per il secondo anno consecutivo e zittisce tutti coloro che definirono il trionfo dello scorso anno casuale e frutto della non partecipazione alle coppe europee dei bianconeri. Il titolo di quest’anno è stato diverso rispetto al numero 28: la Juventus ha fatto una vera e propria cavalcata, restando in testa dalla prima all’ultima giornata. Se nella prima annata-Conte i bianconeri avevano dovuto rincorrere il Milan di Ibrahimovic per poi superarlo, adesso dovevano guardarsi dagli attacchi delle altre con la responsabilità e la pressione di una squadra che aveva vinto e doveva dimostrare di essere la migliore.
Il Napoli è stato il rivale più agguerrito dei bianconeri fin dall’inizio. Dopo un leggero calo dei partenopei la Juve ha resistito agli attacchi di Inter prima e Lazio poi, ma nerazzurri e biancocelesti sono poi crollati nel girone di ritorno senza riuscire a tenere la seconda posizione e sprofondando in zona Europa League. Il Napoli ha riprovato ad inserirsi, ma non c’è stato nulla da fare. La Juventus era nettamente superiore e l’ha dimostrato sul campo. La svolta è probabilmente avvenuta dopo Juventus-Inter di novembre, quando i bianconeri hanno perso per la prima volta da quando sono guidati da Conte. In quella partita si è capito che bisognava tornare a lavorare sodo e duro come si era fatto l’anno precedente, con umiltà, spirito di squadra e collettività. La collettività appunto ed il gruppo sono le caratteristiche più importanti e decisive di questa splendida squadra, perchè la Juve non ha un vero top player, almeno non nella zona offensiva, ma ha tantissimi campioni e dispone del centrocampo migliore in Italia, oltre che della miglior difesa e del miglior portiere. Complimenti Signora. Con la speranza che dal prossimo anno tu possa tenere alta la bandiera italiana anche in campo europeo.
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