Juventus-Barcellona, parla Bonucci: la finale di Berlino, l’aneddoto sul sorteggio e la confidenza di Verratti

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  • Bonucci (Foto LaPresse/Marco Alpozzi)
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L’attesa per la super sfida tra Juventus e Barcellona. Alla vigilia del quarto d’andata di Champions League, Leonardo Bonucci ha rilasciato una lunga intervista a ‘La Stampa’ parlando della squadra di Luis Enrique, già affrontata due anni fa nella sfortunata finale di Berlino. Ecco le sue dichiarazioni:

Per vincere serve un mix perfetto, mentre in Europa a volte ti trovi squadre fantastiche, con tanti campioni, che in fase difensiva non sono così preparate come le italiane. Difesa? Per me quella della Juve è meglio, anche se giochiamo in maniera diversa. Dopodiché, dovrà dirlo il campo se è così. Messi-Suarez-Neymar? Sono tra i primi dieci del mondo: ci servirà aiuto e sacrificio. I numeri parlano per loro, e basta anche un solo lampo di talento: sarà complicato. Tra questi, però, ci sono anche Higuain e Dybala.  Rispetto alla finale del 2015 abbiamo perso un po’ di impatto fisico e corsa, a centrocampo, con Pogba e Vidal, ma abbiamo più qualità. E siamo maturati nella gestione della palla e delle partite. Rivista quella finale? Mai. Mi riguardo quando vinciamo: vincere aiuta a vincere, anche con gli occhi. Non ho più riguardato neppure la partita dell’Europeo contro la Germania”.

Bonucci (LaPresse/Daniele Badolato)
Bonucci (LaPresse/Daniele Badolato)

Bonucci svela poi un aneddoto sul sorteggio:  “Al momento del sorteggio io stavo vedendo il sorteggio in un’altra stanza, con il segnale televisivo in anticipo. Così ho detto subito: “Dai, andiamo ad allenarci, tanto è uscito il Barcellona”. Poteva capitarci di meglio. Di peggio? Il Bayern Monaco, ha caratteristiche che in Europa contano. Per esempio, non avrebbe mai perso 4-0 a Parigi”. 

Infine il difensore bianconero ha rivelato la confidenza che gli fatto VerrattiNessuna squadra italiana avrebbe perso 6-1. E sono convinto che se il Psg la rigiocasse cento volte non la perderebbe così. Mi spiace, perché è una squadra di grandi giocatori, ma se la sono fatta sotto, pensando che potesse bastare il 4-0 dell’andata. Invece, anche in quelle situazioni, devi andare lì a fare la tua partita. Verratti mi ha detto: “Non riesci ad andare in pressione, ci sono spazi enormi”. E io: “Ma nel 2013 ci avete fatto 1-1 e il campo era grande uguale”.