Juventus, Blanc su Rabiot: “gran colpo ma deve essere gestito”

La Juventus ha ufficializzato l'arrivo del centrocampista Rabiot, le dichiarazioni da parte di Laurant Blanc

La Juventus ha piazzato un altro colpo di mercato per il centrocampo, nella giornata di ieri sono andate in scena le visite mediche del francese che si candida ad essere protagonista con la maglia dei bianconeri. A parlare del calciatore è stato Laurant Blanc in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’: «È un ottimo affare per la Juventus che è riuscita ad assicurarsi un potenziale futuro grande giocatore. Se poi si aggiunge che non ha speso un euro per acquistare il cartellino dal Psg, allora il colpo è perfetto dal punto di vista sportivo e finanziario. Mentre il Paris è ricaduto negli errori di cinque anni fa. Ricordo che Adrien aveva già l’accordo con i giallorossi, ma riuscimmo a trattenerlo in extremis. Se la situazione si è ripetuta, vuol dire che qualcosa non funziona al meglio a Parigi».

Che giocatore è Rabiot?

«Un box-to-box. Rabiot ha potenza fisica, che gli permette di dare continuità allo sforzo offensivo, può proiettarsi facilmente verso l’area avversaria, ha un sinistro potente e un gran colpo di testa. Basta saperlo gestire nel modo giusto, dargli l’opportunità di esprimersi nella zona calda del campo, dove si decidono le partite e dove non perde mai lucidità. Alla Juve non potrà che migliorare».

In cosa è migliorato e in cosa può migliorare?

«Non ha avuto un’evoluzione lineare rispetto al suo potenziale, ma penso abbia deciso di andare in un grande club all’estero proprio per trovare le condizioni ideali per maturare e sfruttare finalmente il suo enorme potenziale. Magari consolidandosi anche dal punto di vista mentale e collettivo».

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ufficiale Rabiot Juventus
Foto Instagram

«Certo, proprio perché è un ragazzo di carattere. Avere carattere non è un difetto. Anzi è la qualità dei grandi giocatori. Ricordo il litigio con Ibra che lo rispettava. Lo chiamava il «petit Rabiot» perché ne riconosceva i tratti del grande giocatore. Adrien ha temperamento, ma è necessario nei grandi club. Forse, a 24 anni, è un po’ in ritardo nell’ascesa, ma va analizzata la situazione al Psg per capirne i reali motivi».

Alla Juve sono passati grandi giocatori francesi, da Platini a Zidane a Deschamps. Rabiot appartiene allo stesso rango?

«Attenzione, Adrien non è un trequartista alla Platini, un creativo alla Zidane. Gioca in un registro più basso, anche se può lo stesso esprimere grandi qualità sia offensive che in copertura, ma rimane un grande giocatore in prospettiva».

Anche da regista?

«Non è il suo ruolo prediletto. A lui piace puntare l’area, il che non gli impedisce di difendere facendo valere la sua forza fisica e il senso tattico. Ma sa sacrificarsi, come capitava con me che a volte lo piazzavo davanti alla difesa, per necessità. E poi in prospettiva si tratta di un giocatore che potrà dare molto anche da difensore centrale. Ma per quello c’è tempo».

Insomma, la Juventus è il club ideale per Rabiot?

«Qualsiasi grande club è ideale per Rabiot. Sapevo voleva andare in una big all’estero, conoscere un nuovo calcio e dimostrare di potersi imporre ai massimi livelli. La Juve, per la sua storia e per come è strutturata, può fargli fare il salto di qualità. A Torino può progredire molto dal punto di vista fisico e tecnico. E se brilla, magari ritrovare anche la nazionale».

Che consigli darebbe a Sarri per sfruttare al meglio le doti di Rabiot?

«Lo userei da mezzala sinistra in un 4-3-3, ma Adrien può ricoprire tutti i ruoli a centrocampo, anche alto dietro le punte».

Consiglierebbe alla Juventus a questo punto di riprendersi anche Pogba?

«Tutti i grandi club devono avere grandi giocatori, ma se guardiamo il centrocampo dei bianconeri oggi è già molto ricco. Rabiot è un giocatore che può crescere molto, Pogba invece è un centrocampista già affermato. Ma poi bisogna fare attenzione all’equilibrio della squadra, perché in fondo a calcio si gioca in undici».