Juventus, dal mercato al sogno Champions: Marotta fa il punto della situazione!

Di sicuro è stato uno dei protagonisti del calciomercato estivo della Juventus, dalla cessione a peso d’oro di Paul Pogba all’affare Higuain. Il direttore generale bianconero Beppe Marotta ha rilasciato la sua prima intervista dopo la chiusura del mercato ai microfoni di ‘Juventus Tv’: “È stato un mercato che ci ha reso soddisfatti. È questa un’occasione per ringraziare tutti quelli che si sono attivati, tutta l’area tecnica e sportiva. L’essere umano non è perfetto e qualcosa non è andata come speravamo. Però siamo molto soddisfatti, abbiamo raggiunto tanti obiettivi che avevamo. Il mercato delle due finestre è la sintesi di un lavoro lungo tutto l’anno. Stiamo già verificando giovani e opportunità future”. 

Per quanto riguarda il mercato di gennaio, Marotta aggiunge: “Speriamo di non comprare nessuno. Significherebbe che tutto è andato bene. A gennaio si colgono opportunità anche se non sempre ci sono. Le cifre negli ultimi anni si sono incrementate anche in modo illogico. Gli introiti – sottolinea il dirigente bianconero – sono aumentati nei club di nelle diverse nazioni. C’è anche stato un incremento degli stipendi. È un mercato incontrollabile, ci sono nazioni come l’Inghilterra che hanno un

 LaPresse - Daniele Badolato
LaPresse – Daniele Badolato

potere di acquisto pazzesco”. Poi Marotta affronta l’argomento Champions: “Non è un sogno ma un obiettivo. La Juve ha sempre l’obbligo di vincere. Dobbiamo essere felici perché ci partecipiamo intanto. Il calcio è un’attività di impresa, se ci sono competenze e motivazioni i risultati si raggiungono. La Champions è però imprevedibile, la sera deve andare tutto bene. L’anno scorso ci siamo giocati in pochissimo la qualificazione col Bayern. Poi c’è il campionato, che è una corsa a tappe invece”. 

E poi c’è la questione delle nuove norme UEFA: “La lista dei 25 elementi deve avere 4 giocatori provenienti dal settore giovanile e 4 cresciute in Italia. Se non si c’entra questo obiettivo la rosa cala. Tutti gli Under 21 sono tutti tesserabili. Le seconde squadre faciliterebbero la crescita dei nostri giovani così che l’allenatore della prima squadra possa usarli. Andiamo avanti nel nostro mondo però”. Inoltre Marotta parla dei

Higuain (Foto LaPresse/Daniele Badolato)
Higuain (Foto LaPresse/Daniele Badolato)

capitoli Pogba, Higuain, Witsel, Matuidi e Zaza: “Noi non abbiamo mai voluto venderlo. Lui ha ritenuto di cambiare aria e se di arriva davanti ad una idea così non si può non assecondare la trattativa. Noi vogliamo mixare tutto per arrivare al meglio e tra questi obiettivi c’era Higuain. Volevamo rinforzarci in quel settore. Abbiamo una Rosa molto forte quest’anno. Possiamo contare in quel settore su Asamoah, Lemina in crescita. I paragoni non vanno fatti. Quella di Witsel era una possibilità e con l’accordo dello Zenit eravamo d’accordo per le visite mediche. Poi il mancato arrivo di un sostituto allo Zenit ha bloccato o meglio, rinviato il tutto. Matuidi? Abbiamo abbozzato una trattativa col Psg. Nelle dinamiche tra giocatori e società noi non possiamo entrare. Il Psg se l’e tenuto stretto. Siamo davanti ad un processo evolutivo partito dal 2010 in termini anche di qualità. Vogliamo giocatori che possono accrescere la qualità della nostra squadra. Tutte le risorse della società sono state incrementate al massimo così che l’Area Sportiva potesse fare degli investimenti. Zaza voleva giocare con continuità. Abbiamo fatto investimenti importanti come Pjaca e Mandragora. È il nostro obiettivo è mescolare giovani e meno giovani”.

Marotta commenta anche l’esclusione di Lichtsteiner dalla lista Champions: “L’esclusione è legata solo a logiche tecniche. In quel settore abbiamo giocatori come Cuadrado e Dani Alves. Non è un provvedimento disciplinare. Nel corso della stagione potrà servire, è in scadenza di contratto anche se oggi è difficile parlarne. Poi forte è la Rosa più facilmente arrivano gli obiettivi, questo lui deve capirlo”. E sulle condizioni di Marchisio aggiunge: “Marchisio è alle prese con questa rieducazione. Nel giro di un paio di mesi tornerà il Marchisio di sempre, tornando ad essere una sicurezza”.

Infine Marotta invita il gruppo a non adagiarsi sugli allori: “Non è logico fare conclusioni. L’anno scorso siamo partiti malissimo e poi abbiamo recuperato. Non dobbiamo cullarci quest’anno. Consideriamo il lavoro svolto e l’impegno dei giocatori”.