Nella giornata di giovedì conferenza stampa da parte del portiere Buffon che dovrebbe annunciare l’addio al termine della stagione. Il numero uno bianconero svela tutte le preoccupazioni e le paure, The Players’ Tribune pubblica una chiacchierata video tra Gigi Buffon con il difensore spagnolo Piqué: “Se ti dicessi che non ho paura probabilmente direi una bugia, però dentro di me ho la tranquillità e la serenità. Quando cominci ad avere un’età come la mia è giusto valutare mese dopo mese e settimana dopo settimana. E’ molto importante per un atleta sentire sempre dentro il desiderio di battersi, di dannarsi, di essere protagonista. E poi devi realmente, anche fisicamente, sentirti ancora bene, perché sono uno che ha tanto orgoglio. E non ci sto a fare brutte figure: io sono Buffon e voglio essere sempre Buffon fino all’ultimo giorno. Appena vedo che non sarò più Buffon, sarà meglio prendere e uscire. Con il presidente (della Juve Agnelli, ndr) faremo una valutazione in serenità, in questo momento sono molto felice, se vado avanti e gioco sono contento perché sono in un ambiente sano e so che posso dare il mio contributo. Se non posso fare questo, non c’è problema. Va bene uguale, è stata ugualmente una bellissima carriera”.

ALFREDO
“Al momento, quando ho deciso di andare in B, sono stato veramente felice di farlo. Ci sono dei giocatori e degli uomini che hanno la possibilità, con le loro scelte, di dare dei segnali belli. E quello era un momento nel quale uno come me doveva dare un segnale forte di attaccamento, che c’è la riconoscenza, oltre ai soldi e alla popolarità. Quindi l’ho fatto con piacere e lo rifarei. Dopo il ritorno in A sono arrivati due tre anni in cui avevamo un po’ perso il nostro spirito, chiuso sesto settimo, e mi chiedevo sotto voce: ‘ma perché ho fatto quella voce’ rimanendo fuori dalla Champions. E quando poi abbiamo rivinto lo scudetto sono stato molto felice. E quella scelta è stata ripagata. Senza il calcio sarei stato una persona peggiore, sicuramente – conclude Buffon -. Immagino che sarei potuto essere un professore di educazione fisica, come i miei genitori. Però ti dico che il calcio mi ha reso una persona migliore perché ho sempre concepito il gruppo come l’aspetto più importante. Con tutti i ragazzi è molto bella la condivisione, e questo fa sì che tu diventi meno egoista e più altruista. Questa è la cosa più bella che ti può dare la vita. E poi, secondariamente, diventando molto popolare ci sono gli aspetti positivi e negativi. Quelli negativi sono che quando sbagli finisci subito sui giornali e vieni bacchettato in maniera anche esagerata, però questa punizione ti fa ragionare e ti fa pensare che devi comportarti meglio per diventare una persona migliore. In questi anni, avendo fatto anche tanta confusione e tanti casini, il calcio mi ha aiutato a diventare una persona migliore”.