L’aver recuperto le condizioni fisiche ottimali ha permesso a Fernando Llorente di esplodere e diventare uno dei grimaldelli decisivi della Juventus. Una metamorfosi capace di mettere a tacere i dubbi che nella primissima fase della stagione erano stati avanzati sulla sua reale consistenza. I miglioramenti dell’attaccante basco sono stati tali che il Commissario Tecnico della Nazionale spagnola, Vicente Del Bosque, lo ha richiamato in vista della gara amichevole con la Guinea Equatoriale. Nel corso di un’intervista che ha rilasciato a “La Gazzetta dello Sport”, il centravanti ex Athletic Bilbao ha raccontato i primi passi nella squadra Campione d’Italia soffermandosi, in particolare, sui problemi che ha affrontato e superato brillantemente. “Non riuscivo ad allenarmi, – ha rivelato – il mio fisico non reggeva, avevo tanti dubbi e volevo mollare, anche perché la concorrenza è tremenda, siamo 5 attaccanti e non è facile trovar spazio. Poi ci ha pensato Conte a ridarmi energia. Ho avuto la fortuna di cominciare a giocare quando finalmente stavo trovando la forma. Gli infortuni di Vucinic e Quagliarella mi hanno dato un’opportunità che ho cercato di sfruttare al meglio. Ho avuto a disposizione partite, minuti, e più giocavo meglio mi sentivo. Ho preso il ritmo”. Succede – ha evidenziato Llorente – che ai normali problemi di ambientamento dovuti al cambio di Paese, compagni, squadra e città si aggiungono carichi di lavoro che in vita mia non avevo mai sperimentato. Sono arrivato bene in ritiro, mi sentivo forte però il mio corpo non era abituato a lavorare tanto e a un certo punto negli Stati Uniti mi sono sentito vuoto, totalmente scarico. E se il fisico non va, anche la testa inizia a faticare. E ho cominciato ad avere dei dubbi. Sulla scelta, su di me, su tutto”. Determinante per un efficace inserimento nei meccanismi tecnici e caratteriali della Juventus è statto Antonio Conte: “Col lavoro e la fiducia di tutto l’ambiente sono riuscito a uscire dalla crisi. – ha sottolineato Llorente – Poi evidentemente anche il corpo ha fatto lo switch, il cambio necessario, potremmo dire che ha accettato il cambio radicale di abitudini e sono ripartito. Le partite hanno fatto il resto”. L’allenatore pugliese lo ha spronato a non mollare e dare il massimo: “Mi diceva di aver pazienza. Che alla Juve avevano sofferto anche Platini e Zidane, che la Serie A è differente, che abituarsi costa tempo e fatica. Aspettava che succedesse esattamente ciò che è successo, prima nel male e ora nel bene. Mi è stato vicino”. Nella hall dell’albergo in cui è stato allestito il quartie generale delle Furie Rosse, si è registrato uno scherzoso faccia a faccia tra la punta bianconera e Pepe Reina, portiere del Napoli. “Ci vediamo al San Paolo”, le parole del guardiano della porta azzurra. “Vaffanculo!”, la replica di Llorente prima che entrambi scoppiassero in una fragorosa risata. L’attaccante della Juventus ha espresso un giudizio sul campionato italiano: “Serie A noiosa? Per niente. E’ tattica, e per questo è molto più difficile far goal in Italia che in Spagna. Ci si difende di più e meglio, spesso con 5 uomini, e in area ti strattonano tutti, sempre. In Spagna non è così. La qualità media è molto alta: Napoli, Roma, Fiorentina, Inter… Penso soprattutto alla Fiorentina, il fatto che sia a 7 punti da noi mi sembra molto significativo considerando quanto gioca bene. E si possono perdere punti facilmente”. I Campioni d’Italia sono tornati ad alti livelli lasciando nel dinenticatoio le difficoltà incontrate qualche settimana fa: “Noi non abbiamo mai mollato. All’inizio abbiamo fatto degli errori, siamo partiti con qualche problema ma non ci siamo mai allontanati troppo, e ora siamo vicinissimi. La Juventus è così. Le nostre armi in più? Il gruppo, l’ambiente, eccezionali. La presenza di tanti italiani serve a cementare gli altri, e la cosa aiuta i nuovi ad inserirsi. Poi se devo citare un singolo dico Pirlo. Da fuori vedevo la qualità, ma in allenamento fa impressione. Se lo vedi tutti i giorni non ti stupisci affatto dei suoi gol su punizione. Quei colpi li ripete e li ripete… Ha percentuali altissime, tira sempre così”. Enorme è la stima che nutre nei confronti di Paul Pogba: ” Lo conoscevo meno ma l’avevo visto quando sfidammo il Manchester United con l’Athletic, e poi in tv l’anno scorso, quando guardavo la Juve preparandomi al trasferimento. Tutti mi dicevano grandi cose di lui. Ora ho capito perché… dal vivo. Ha il potenziale di un vero crack”. Rientrare nel gruppo della Roja, approfittando dell’infortunio occorso a Diego Costa, non lo ha lasciato indifferente: “Ero a Londra a vedere Rafa Nadal – ha raccontato – e mi hanno chiamato. Mi dispiace per lui, però di nuovo cerco di sfruttare l’opportunità. La concorrenza qui è tremenda, c’è grande qualità, sarà dura. Il mio primo obiettivo è far bene con la Juve, e una squadra di queste dimensioni costituisce un trampolino ideale: se ho spazio, faccio bene e vinciamo, le mie possibilità di andare al Mondiale aumentano in maniera esponenziale: non può esserci vetrina migliore”.
Juventus, Fernando Llorente a sorpresa: “Volevo mollare…”