Juventus, Howedes si presenta: importanti indicazioni sul modulo

JUVENTUS, HOWEDES SI PRESENTA – Si sente “benissimo” Benedikt Howedes nel suo primo giorno con la maglia bianconera. Dopo aver svolto la prima seduta di allenamento al Training Center di Vinovo, il giocatore tedesco e’ stato presentato nel pomeriggio all’Allianz Stadium di Torino. “Penso che la Juventus sia uno dei cinque club piu’ importanti al mondo ed essere parte di questa squadra e’ un enorme privilegio e un onore. Penso che qui potro’ passare anni fantastici e sicuramente daro’ il massimo”: queste sono state le prime parole del difensore tedesco, che arrivando alla Juve ha scelto di giocarsi da Torino le sue chance per andare al Mondiale con la Nazionale tedesca. “Ovviamente bisogna sempre rivolgere attenzione anche alla Nazionale e io come gli altri giocatori che giocano nella Germania ho un obiettivo, ovvero essere convocato per il Mondiale. Qui posso giocare al livello piu’ alto che ci sia, posso giocare anche la Champions League”, ha aggiunto Howedes. Campione del mondo nel 2014, assieme all’altro juventino Sami Khedira, e’ proprio con il centrocampista bianconero che si e’ confrontato prima di accettare la proposta bianconera. “Oggi ci siamo sentiti: abbiamo anche parlato faccia a faccia, e’ un interlocutore assolutamente ottimo per me, per capire come funzionano qui le cose. Ci confrontiamo su molti aspetti, siamo sempre in contatto. Voglio fare bene qui a Torino: e’ bello avere Sami qui al mio fianco, lui mi puo’ dare ottimi consigli”.

LaPresse/Marco Alpozzi
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JUVENTUS, HOWEDES SI PRESENTA – Di lui proprio Khedira ha detto che e’ un leader. Cosa che serve anche per far dimenticare Bonucci. “Io mi considero un leader – ha risposto con personalita’ Howedes -. Per sei anni sono stato capitano dello Schalke e anche nella squadre giovanili ho avuto questo ruolo. Qui pero’ prima mi devo adattare, trovare il mio posto nella squadra e non penso che sia necessario un confronto con Bonucci. Piuttosto penso di dover essere giudicato per le mie prestazioni”. Positive, ovviamente, anche le prime parole sull’ambiente e sul calcio italiano: “Ho avuto un’ottima impressione – ha detto l’ex difensore dello Schalke 04 –, questo e’ un campionato molto professionale e tutti nel club sono professionali. La Juve e’ una delle migliori squadre al mondo, volevo giocare all’estero ed e’ arrivato questo momento. Mi son detto: ‘puo’ essere il passo giusto da percorrere'”. Howedes oggi si e’ allenato per la prima volta con i nuovi compagni. “Abbiamo fatto un po’ di test fisici, ancora non mi sono allenato con la squadra. Nei prossimi giorni verra’ il momento”, ha spiegato il tedesco. Con Allegri, invece, “ho avuto un primo colloquio, mi ha fatto un’impressione splendida e nelle prossime settimane questa impressione sicuramente verra’ confermata“, ha precisato Howedes.

LaPresse/Marco Alpozzi
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JUVENTUS, HOWEDES SI PRESENTA – La scelta del numero 21 non ha particolare significato anche se “qui e’ un numero che e’ stato vestito da grandissimi nomi, da Thuram a Dybala”. “E’ un onore vestire questa maglia, anche se personalmente non ho nessuna relazione con i giocatori di cui sopra. Tra i numeri rimasti disponibili era la scelta migliore: tutto qui”, ha spiegato il neo difensore bianconero. Nessun calciatore ha invece ispirato Howedes in carriera e neppure la presenza di grandi tedeschi nel passato bianconero lo ha condizionato. “La decisione di venire alla Juve l’ho presa indipendentemente da chi ha giocato qui in passato, anche se qui hanno giocato grandi tedeschi, da Kohler a Reuter e adesso anche Sami Khedira. Penso di dover fare la mia strada. Non ho modelli ma penso solo a uno come Buffon. Ha grande carisma e personalita’. Posso osservare e imparare da giocatori come lui”, ha detto ancora il tedesco. Definitosi “giocatore eclettico”, Howedes dice “di poter giocare sia nella difesa a tre che a quattro, sia come centrale che come terzino. Al Mondiale ho giocato anche come terzino sinistro, cosa che prima non avevo mai fatto”. Infine, sulla Champions, ha detto: “Nel calcio e’ necessaria sempre un po’ di fortuna, oltre a una motivazione di ferro. Non posso dire cosa manchi qui, piuttosto cerchiamo di parlare dei meriti che ha avuto la Juventus ad arrivare due volte in finale in tre anni. Magari in futuro la fortuna sara’ al fianco della Juventus“. (ITALPRESS).