Un tifoso della Juventus ha voluto esprimere a freddo un sentimento diffuso tra i bianconeri. Soddisfazione sì per l’annata appena conclusa, ma anche qualcosa che va sistemato Ecco la lettera al presidente Agnelli: “Caro presidente… In questi giorni in cui la delusione è ancora forte, si sentono le tue parole, ci chiedi di essere orgogliosi della nostra Juventus nonostante la lezione subita dall’ex Zinedine Zidane, ci dici di ringraziare una squadra che ha perso la settima finale di Coppa Campioni della sua storia. Caro presidente, noi non possiamo non ringraziarti perché, da quando hai preso in mano le redini della squadra, siamo passati dalla mediocrità al gotha del calcio europeo. Però, in questo momento, mi sento tutto tranne che orgoglioso, anzi, il sentimento che occupa il mio cuore bianconero è la delusione. E’ vero, veniamo da un’altra trionfale cavalcata tricolore, sei scudetti consecutivi, tre coppe italia, qualche supercoppa, ed una leadership nazionale che, a meno di cataclismi, durerà per moltissimo tempo. Però non posso essere orgoglioso di una squadra che rinuncia a giocare la gara più importante della sua storia recente. Nessuno mi toglie dalla testa che la Juventus ha perso la Champions League e che il Real l’ha vinta per nostri demeriti, per una squadra che non è scesa in campo nel secondo tempo.

Perché? Personalmente, ho fatto sport a livello agonistico, per tantissimo tempo, l’ho anche studiato e so che cosa è l’inerzia… in una partita in cui parti forte, ti segnano al primo tiro e ti trovi sotto immeritatamente, trovi la forza per pareggiare con un capolavoro di uno dei tuoi trascinatori e lì non puoi non prendere entusiasmo, ed invece ci siamo spenti, con la testa e con le gambe e nel secondo tempo i ragazzi hanno lasciato giocare il Real Madrid che non è il Crotone e che ha palleggiatori in ogni zona del campo i quali se non vengono aggrediti, fanno girare la palla a loro piacimento e prima o poi ti colpiscono, e così è stato, con dinamiche troppo difficili da spiegare se pensiamo che si trovavano di fronte la formazione con la difesa meno battuta del torneo. Quindi cosa è successo? Calo fisico? O mentale? Non sarà che si era persa quella fame che ci aveva portato fino a quel punto? Non sarà che la società ha caricato troppo l’ambiente facendo capire che la finale sarebbe stata una passeggiata? Non sarà che l’ossessione di emulare il Triplete dell’Inter abbia un po’ condizionato la psiche di tutti i protagonisti? Perché il blocco della ripresa non può essere spiegato soltanto per un motivo fisico; la Juventus non c’era, non combatteva ed ha meritatamente perso. Punto. Sette finali, cinque consecutive, un motivo ci deve essere che non è soltanto tecnico, anche perché spesso ci hanno sconfitti formazioni decisamente meno forti sulla carta. Questa competizione è stregata ma perché noi l’abbiamo resa stregata. Perché la dobbiamo vincere per forza e forse non la vinceremo mai se non l’affrontiamo in modo diverso a 360°, una vittoria si prepara da lontano… Non possiamo negare che in un ipotetico ranking siamo la quarta forza del calcio europeo, la mia opinione è che Real e Bayern si contendono il primo posto, il Barca leggermente davanti a noi anche se lo abbiamo superato nettamente nel doppio confronto… perché? Perché abbiamo giocato con il nostro spirito da provinciale, con fame, con voglia di vincere, lo spirito della Juventus di Trapattoni e di Lippi ed infatti ci eravamo illusi che questa versione bianconera avesse, oltre i campioni, gli uomini degni di quei cicli indimenticabili, che però si sono sciolti nel momento più bello…

Quindi non possiamo permetterci di pensare alla prossima finale di Kiev, perchè con queste premesse, se dovessimo arrivare nuovamente all’ultimo atto, perderemmo ancora, dobbiamo capire cosa ci manca per vincere e dobbiamo toglierci dalla testa la voglia di vincere ad ogni costo di pensare a quello che hanno fatto gli altri o dire gli altri stanno peggio di noi. La forza della Juventus è stata sempre quella di guardare dentro se stessa e non posso dire che non lo hai fatto in questi anni…soprattutto nel rafforzamento di un brand che cresce anno dopo anno grazie anche allo stadio ed a tutto quello che gira intorno alla cittadella che hai costruito e che stai meravigliosamente completando. Però io non mi accontento di essere un eterno secondo europeo e credo di parlare a nome del resto del popolo juventino, abbiamo capito dove abbiamo sbagliato, dell’aspetto mentale ho già parlato, di quello tecnico dico che non possiamo vincere la Champions con dodici uomini da Champions, quelli che avevamo in rosa quest’anno. Ne servono dai diciotto ai venti, il Real aveva James Rodriguez in tribuna, Morata ha giocato solo due minuti, Isco, una riserva, ci ha distrutto in mezzo al campo, il Bayern lo stesso, ha delle alternative di lusso come il Barcellona.
Noi abbiamo undici titolari, più Barzagli o Cuadrado a secondo delle scelte di Allegri (p.s. chiedi a Max perché ha rinunciato a quel modulo che ci aveva fatto cambiare la stagione? perché ha messo Barzagli su Cristiano Ronaldo in una fascia in cui ci hanno distrutto? Perché hai fatto ridicolizzare una colonna di questi anni che però non ha mai avuto il passo del terzino? Perché non rispondere al real con le stesse armi cioè con giocatori d’attacco che partono dalla difesa e che si sovrappongono a frecce..magari Dani Alves e Cuadrado sulla stessa fascia?) ecco, le mosse di questa estate sono quelle di costruire una rosa con giocatori forti che diano del tu al pallone in ogni zona del campo…e che siano da Champions. I vari Rincon, Lemina, Sturaro, Lichsteiner, ti servono per vincere in Italia, ma fuori dai confini non sono presentabili se vuoi competere con queste tre forze è il momento di investire pesantemente o di avere altre intuizioni o occasioni, in questo siamo bravi, dobbiamo però allargare il parco giocatori e riflettere su alcuni protagonisti di questi ultimi anni, c’è qualcuno che sembra aver esaurito il proprio ciclo fisico-emotivo. Alcune squadre vincenti hanno avuto difficoltà quando non hanno preso delle decisioni importanti nei confronti di protagonisti dei successi, noi non possiamo permetterci di fare questo errore, ringraziare chi ci ha fatto trionfare ma una squadra è come un’azienda, deve muoversi sempre per migliorare, anche a costo di effettuare scelte dolorose.
Caro presidente… non manca tanto per vincere questa coppa, ma serve indubbiamente qualcosa e non mi posso sentire orgoglioso di essere definito un perdente di lusso, porti un nome importante un nome di una grande famiglia, fino a questo momento sei stato perfetto ma il post-Cardiff non mi è piaciuto, ma so che come noi… anzi più di noi, ami la Juventus e stai facendo di tutto per portarla sempre più in alto. Una delle più grandi forze di un uomo è imparare dagli errori, parlare di errori per la tua Juventus forse è esagerato ma, ripeto, non ci possiamo accontentare. Vuoi tornare a Kiev? Noi anche, con tutto il cuore, ma questa volta per giocarcela, fino alla fine…”











































