BONUCCI IN LACRIME PER IL FIGLIO – Ospite della ‘Domenica Sportiva’, Leonardo Bonucci ha affrontanti vari temina cominciare dalle critiche ricevute dalla Juventus sul gioco:
“Io sinceramente le vincerei tutte 1-0 da qui alla fine, arriverà il bel gioco, miglioreremo il carattere, c’è tempo per crescere ma fin quando si vince vuol dire che la squadra c’è e il futuro è roseo. Il nostro lavoro è portare la Juve a vincere, dobbiamo riuscirci in un modo o un altro ma il nostro obiettivo è vincere”.
La mancanza di Dybala si fa sentire: “Sicuramente l’assenza di Paulo è importante per l’economia del gioco e per il talento del giocatore. Speriamo di riaverlo il prima possibile. E’ importante nel gruppo e sul campo, come tanti nella Juve può decidere da solo la partita, con lui tra le linee avremmo più fluidità, con Gonzalo e Mandzukic facciamo più fatica ad uscire ma hanno dimostrato di essere due campioni e due grandi persone mettendosi a disposizione con umiltà e sacrificio”.
Bonucci manda poi un messaggio alla società in chiave mercato: “Spero di poter fare l’allenatore tra tanti anni. Sinceramente il reparto dove stiamo facendo no fatica, ma siamo corti è il centrocampo. Tanti giocatori non sono al massimo, Asamoah è stato fermo, Sturaro anche, Lemina non è al 100% e Marchisio è rientrato da un infortunio grave. E’ l’unico reparto per rinforzare la struttura del gruppo non dell’undici, per aiutarci in Europa. Davanti siamo forti, dietro lo stesso. Forse per gli infortuni qualcosa stiamo pagando”.
Manca dinamicità a centrocampo a differenze di altri anni? “E’ questione di caratteristiche e questi infortuni di lungo corso ti portano a giocare con gli stessi giocatori che a lungo andare hanno il serbatoio svuotato, dobbiamo migliorare tutti ma oggi siamo questi. La Juve è stata costruita per vincere e tentare di vincere in Europa e c’è da fare meglio sul piano fisico e tecnico”.
Dopo essere uscito mercoledì per infortunio, oggi in campo non ne ha risentito, un vero recupero lampo: “Non sono superman, mi sono fermato in tempo mercoledì. Ora sto bene, non è successo nulla di grave, non ero al 100% ma al momento del bisogno non potevo tirarmi indietro. Siamo stati sfortunati a perdere un giocatore importantissimo e un leader, speriamo che non ci sia interesse dei legamenti perché vorrebbe dire perderlo per tanti mesi. Sto recuperando sia dall’infortunio che da un periodo che non mi sono allenato con continuità per i motivi che sapete ma sto rientrando”.
Il difensore bianconero chiarisce poi il ‘caso’ Buffon: “Non c’è stato alcun discorso. Con Gigi ci ritroviamo in ritiro a vedere squadre che giocano contro di noi e diciamo sempre che contro di noi giocano sempre al mille per mille e contro gli altri un po’ meno. Non ha mai detto quelle parole, oggi lo abbiamo visto contro il Chievo”.
Bonucci è ormai un leader della Juventus ma anche della Nazionale: “Ne parlavo in queste giorni con mia moglie. La maglia della Juve me la sento cucita addosso perché la respiro ogni giorno ma vestire la maglia della nazionale è un orgoglio, è un’emozione sempre nuova. Anche a mezzo servizio sono stato presente, non c’è cosa più bella ed essere un punto di riferimento per i giovani è importante, vogliamo fargli capire che io ci sono. Anche un piccolo problema, su di me possono contare. Mi piace essere questo e dare il 100% quando indosso questa maglia”.
Sulla presunta chiamata al City dichiara: “Non ho chiamato nessuno. Non hanno chiamato me personalmente”.
Bonucci torna poi sull’Episodio dell’anno scorso con Rizzoli: “Non c’è stato contatto. Ho esagerato nelle proteste ma l’ho fatto per proteggere un eventuale secondo cartellino ad Alex Sandro, ho massimo rispetto di tutte le persone, al di là degli arbitri, i miei genitori mi hanno insegnato di portare rispetto a tutti. Ho ecceduto nelle proteste e sono stato ammonito. Ma doveva finire lì, invece un fermo immagine ha ingannato tanti ma non c’è mai stato un tocco con Rizzoli e mai nella mia testa c’è stato la possibilità di farlo”.
BONUCCI IN LACRIME PER IL FIGLIO – Infine il difensore bianconero ha rassicurato tutti sulle condizioni del figlio Matteo, che ora sta bene, il calciatore in lacrime: “Sicuramente è stato un momento difficile, ringrazio i tanti tifosi juventini e non per avermi dimostrato affetto e vicinanza. E’ stato un banco di prova importante per la mia famiglia. Matteo si è dimostrato un combattente, noi gli siamo andati dietro, ora siamo più sereni perché lo vediamo giocare e sorridere. Ora la situazione è migliorata, sta alla grande e ringrazio le persone che ci sono state vicine. Matteo è riuscito ad unire i tifosi di tutta l’Italia senza pensare ai colori che il papà porta addosso ed è la vittoria più bella per me come giocatore, per lui e per noi come famiglia. Sta alla grande, questa esperienza ci ha fortificato e invito le famiglie che passano situazioni come queste a crederci sempre perché l’unione fa la forza e l’amore è una forza infinita”.