Juventus, Marchisio solidale con i migranti e non solo – Messe in bacheca Coppa Italia e Scudetto, in casa Juventus l’attesa è tutta per la finale di Champions League contro il Real Madrid, l’ultimo tassello che manca ai bianconeri per realizzare un sogno chiamato triplete. Intanto le ultime notizie ci portano a parlare di Claudio Marchisio, rimasto vittima dell’inciviltà del popolo del web, per via di un post pubblicato sui suoi profili Instagram e Facebook in merito alla questione dei migranti e non solo. Sotto la foto che ritrae una donna in mare, il centrocampista ha scritto: “Viaggi della speranza che finisco in tragedia per molte persone! Ancora corpi senza vita nel Mediterraneo. Come la tragedia di Manchester, avvenuta pochi giorni fa, continuiamo a vedere, sentire e leggere notizie strazianti e storie assurde! Come sta cambiando il mondo?”. Insomma parole sacrosante e più che giuste, ma c’è chi ha avuto il coraggio di criticarlo in maniera aspra: “Ma parla di calcio e non venire a fare questi post fuori luogo”, oppure “Ma io dico prendere un volo no???”; “Dopo sta ca***a di post tolgo il mi piace dalla tua pagina…bye”, si legge in alcuni commenti.
Juventus, Marchisio solidale con i migranti e non solo – Così Marchisio ha risposto a uno dei critici, ma a differenza loro in maniera garbata e signorile: “Io penso di essere libero, come te, di poter pensare e commentare. Qui non si parla di denaro, ma di possibilità di vivere, di scappare da guerre, da persone violente. DI POTER PORTARE I PROPRI FIGLI a concerti o al parco senza che nessuno si faccia esplodere. Il mio pensiero andava a difendere la vita delle persone, alla libertà delle persone, non al fatto di avere mancanze materiali o altro. Io non sono nato calciatore, ho vissuto i problemi di milioni di famiglie come te e tutti quanti. Ora la mia vita è cambiata sicuramente, ma il mio pensiero era totalmente diverso da quello che tu mi hai fatto leggere, consapevole dei problemi che tu mi hai elencato, ma non fanno parte di quello che io volevo condividere. Ti abbraccio”.















