Juventus, Mehdi Benatia si presenta: “non ho paura della BBC”

Era da circa un anno che attendeva di trasferirsi a Torino e alla fine il desiderio di Mehdi Benatia si e’ avverato. E’ stato lui stesso, nel giorno della presentazione in bianconero avvenuta allo Juventus Stadium di Torino, a raccontarlo: “L’anno scorso avevo chiesto la cessione al Bayern, a Rummenigge, ma per tanti motivi non hanno voluto. Avevamo gia’ aperto un discorso con la Juve che poi non e’ andato a buon fine – ha raccontato – Quest’anno, gia’ da tre settimane-un mese, avevamo questa trattativa con la Juve. C’erano altre possibilita’, ma ho fatto questa scelta e ovviamente sono felice”. Il difensore francese naturalizzato marocchino ha raccontato del suo arrivo: “Sono stato accolto molto bene, dai tifosi, dai giocatori e dalla societa’. Mi e’ stato detto che la Juve ha un progetto importante per continuare a vincere e non solo in Italia, anche in Europa. Sono un po’ di anni che la Juve fa fatica in Champions League e rimane un obiettivo per noi. Devo tornare a lavorare per iniziare questa nuova avventura e continuare a vincere”. Continuare a vincere come fece lo scorso anno con il Bayern proprio ai danni della Juve in Champions: “Prima di tutto e’ stato un peccato giocare una partita cosi’ bella in un ottavo di finale, perche’ sia il Bayern che la Juve meritavano di andare in finale secondo me. Poi il calcio e’ cosi’, c’e’ uno che deve vincere. Questa partita non e’ che l’abbiamo tanto meritata, pero’ siamo riusciti a vincere contro una grande squadra come la Juve che ci ha messo in difficolta’. Secondo me non manca tanto, l’anno prima la Juve e’ andata in finale e contro il Barcellona e’ sempre difficile. L’obiettivo e’ di stare a questo livello, di queste top squadre e secondo me possiamo farcela”. L’esperienza in Baviera non e’ stata pero’ digerita al meglio: “Il Bayern e’ una grande societa’, sono dei campioni. Ho avuto due anni un po’ difficili a livello personale, con qualche infortunio di troppo. Si sapeva che volevo tornare in Italia. Mi sento piu’ vicino alla mentalita’ italiana che a quella tedesca ed e’ quello che mi ha spinto veramente a tornare. Questa opportunita’ della Juve e’ stata una scelta naturale”.

Bonucci (Foto LaPresse/Daniele Bottallo)
Bonucci (Foto LaPresse/Daniele Bottallo)

Come al Bayern, anche alla Juventus la concorrenza sara’ altissima: “Ci sta, tutti i grandi club hanno difensori bravi – ha risposto Benatia – Se volevo evitare questa concorrenza potevo tornare all’Udinese dove sono stato bene. Io volevo rimettermi in gioco, sono contento di stare con questi tre mostri come sono Bonucci, Barzagli e Chiellini, e anche Rugani che secondo me sara’ il futuro dell’Italia, perche’ ha tanta qualita’. Io non vedo problemi, ci sono tante partite, faro’ il massimo e quando il mister mi chiamera’ in causa faro’ quello che so fare e daro’ sempre tutto. Poi massimo rispetto per le scelte, non ho problemi di questo tipo”. Sulle preferenze tattiche, Benatia ha aggiunto: “Io preferisco giocare a quattro, e’ piu’ naturale. Pero’ a Udine ho giocato a destra a tre. A chi vorrei prendere il posto? Sono a disposizione dell’allenatore, non penso a prendere il posto di uno o dell’altro, penso a lavorare. Punto e basta. Ripeto, massimo rispetto per quelli che sono qui alla Juve e hanno vinto tanto, ma sono sicuro che anch’io posso dare qualcosa”. La maglia sara’ la numero 4, ha detto Benatia spiegando con ironia che “il principino Pjanic ha preso il numero 5 e poi era la maglia di Montero, un grande difensore, e anche di Caceres”.

A proposito di Pjanic, i due sono grandi amici: “Mi ha detto finalmente sei arrivato, perche’ era da un po’ di tempo che se ne parlava. Miralem ormai e’ un grande amico, l’ho conosciuto alla Roma, eravamo sempre insieme in camera, in allenamento. Ritrovarlo qua e’ una fortuna anche per me… Un grande giocatore che dara’ una grande mano alla Juve. Sara’ un giocatore importante per questa squadra”. Infine un pensiero a quanto accaduto due giorni fa a Nizza per lui che e’ nato a Courcouronnes, in Francia: “Stiamo attraversando un periodo molto triste dappertutto, non solo in Francia ma anche negli altri paesi che soffrono per questi atti orribili – ha concluso – Penso che non dobbiamo avere paura perche’ se no non c’e’ piu’ vita. Dobbiamo aiutarci, stare attenti nei momenti di aggregazione, magari serve piu’ sicurezza. Lottare questo terrorismo e’ molto difficile, possono essere persone normali, non c’e’ scritto in faccia che sono terroristi. Le cose nel mio paese stanno andando bene, spero rimanga cosi’ ma mi spiace perche’ ho tanti amici in Francia. Mi dispiace molto, vedere queste cose fa male al cuore”. (ITALPRESS).