César Luis Menotti, il leggendario Flaco che portò la prima Coppa del Mondo nell’Argentina dei generali esalta la Juventus ed in particolar modo l’allenatore Maurizio Sarri, ecco l’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Sarri il mio erede? Perché no? Ne sono contento e onorato. Non è la prima volta che in Italia si gioca bene: il Milan di Sacchi non nasce per caso. Ma il bel gioco non è un valore assoluto, è solo un gusto: a me piace più questa Juve della vecchia perché gioca la palla. Usa lo stile che mi ha sempre reso felice. Io voglio questo: voglio Guardiola, voglio Sarri. La Juve non perde il vecchio ordine, ma ora aggiunge gusto per l’avventura. Ovvero, partecipazione al gioco, armonia. Sarri dimostra che la vittoria non è alternativa all’estetica. La cosa migliore che poteva accadere a Higuain e Dybala è questo allenatore: per loro è una benedizione. Sarri recupererà definitivamente Higuain: un top, un goleador terribile. Dicono non abbia personalità? Il contrario, accetta sempre la sfida anche se lo criticano. Dybala ha talento eccellente, ma è ancora un ragazzo. A questi livelli ogni partita è una lotta contro se stessi: non puoi mai sederti”.
Sul paragone Ronaldo-Messi: “Paragoni che non mi appartengono, non fanno bene al calcio. Godiamoceli e basta perché sono diversi. Unici. Cristiano è enorme sotto porta, Messi più completo nel resto del campo. È chiaro che per me vincerà sempre Leo anche perché argentino… Ma Ronaldo è incredibile”. Infine sulla Sampdoria: “Che dolore, a Genova ho passato mesi bellissimi. Nella Samp vedo una grande confusione dirigenziale, da molti anni… Se perdi la conduzione, la testa, alla fine vai fuori strada. Il Milan, il grande Milan, è l’esempio migliore. La Juve, invece, conserva la forza della sua proprietà”.
-
Scarica o Aggiorna l’App da Google Play per dispositivi Android
-
Scarica o Aggiorna l’App di CalcioWeb sull’App Store per dispositivi iOS