“Stamane presento un’interrogazione parlamentare su Juventus-Roma e sul comportamento dell’arbitro Rocchi che avrebbe potuto e potrebbe far scaturire incidenti dalle conseguenze incalcolabili. A tutto c’è un limite. Gli italiani pagano fior di quattrini per il campionato di calcio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio, che detiene la delega allo sport, ha il dovere di spiegarci come intenda garantire risultati ottenuti per esclusivi meriti sportivi”. Ad annunciarlo è il capogruppo di Fdi-An alla Camera, Fabio Rampelli, sulla bacheca Facebook.
“Sono un ex atleta azzurro – ricorda il deputato, già nazionale di nuoto – quindi uno sportivo prima che un tifoso, non sono mai stato un esagitato: i commentatori delle varie trasmissioni televisive hanno gridato allo scandalo in maniera unanime dopo la visione in moviola degli episodi da cui sono nati i goal della Juventus. Migliaia di utenti di decine di emittenti in tutta Italia, appartenenti a ogni tifoseria, hanno gridato all’ennesimo scandalo calcistico. Assegnare due rigori inesistenti e un goal in fuorigioco, determinando matematicamente la vittoria della partita, può significare attribuire i punti sufficienti per l’assegnazione finale del titolo, ma anche condizionare l’andamento in borsa delle società quotate, alterare per importi milionari i premi delle scommesse regolari”. “Ricordo che i cittadini, per i tornei nazionali di football, sostengono ogni settimana in tutti i campi d’Italia decine di milioni di euro in: polizia di stato, carabinieri, vigili del fuoco, polizia municipale, 118, assistenza sanitaria per contusi e feriti, nettezza urbana, potenziamento trasporto pubblico, riparazione danni per atti di vandalismo commessi allo stadio, sui treni, sugli autobus e nelle città… Se la Figc e la Legacalcio, che non prendono iniziative per introdurre la moviola in campo e limitare il potere discrezionale dei giudici di gara, vogliono rischiare che lo scudetto sia assegnato al di là dei valori in campo, oltre a pagare gli arbitri e paghino tutto il resto”. “E’ già assurdo che spetti allo Stato sostenere le spese elencate, in presenza di gare regolari, ma è pressoché certo che non si debba far tirare fuori agli italiani un solo euro per lo svolgimento di un torneo falsato dagli errori o dai favori già accertati in passato”, conclude.