Dal caso Ronaldo ai presunti rapporti con la ‘ndrangheta: la Juventus nei guai, i bianconeri rischiano una nuova Calciopoli

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Se la Juventus da un punto di vista sportivo sta vivendo un gran momento vincendo tutte le gare ufficiali sin qui disputate tra Campionato e Champions League, la stessa cosa non si può dire fuori dal campo. Le polemiche, gli scandali, le chiacchiere stanno creando enorme disagio alla società bianconera ed ai tifosi. Il presunto stupro di Ronaldo di 9 anni fa negli Usa e le rivelazioni del giornale tedesco Spiegel, stanno minando la serenità di CR7 e non solo: la società sta difendendo a spada tratta il calciatore portoghese sulla gogna mediatica da settimane che rischia grosso alla luce dei vari scandali dell’ultimo anno su presunte molestie sessuali nel mondo dello spettacolo (non ultimo il caos con Asia Argento). Il portoghese, preoccupato, ha ingaggiato l’avvocato dei “vip” per tentare di uscire indenne dalla vicenda.

Non bastasse il presunto stupro, per la Juventus c’è un’altra questione che non fa dormire sonni tranquilli: il rapporto con la ‘Ndrangheta. E’ un’inchiesta “pesante” quella della trasmissione Report sui presunti rapporti tra la malavita e la società di Torino, una bomba che rischia di sconvolgere il calcio italiano. E’ stato pubblicato il 10 mattina il primo video promo del programma di Rai Tre sulla puntata prevista il 22 ottobre riguardo i bianconeri. Per la prima volta parla Andrea Puntorno, leader degli Ultras del gruppo “Bravi Ragazzi”. Il tifoso è considerato dalla magistratura vicino al clan mafioso Li Vecchi e alla ndrina dei Macrì di Siderno: l’uomo, per giunta, sta finendo di scontare una condanna a sei anni e mezzo per traffico di droga. Nel breve video pubblicato sui social Puntorno è chiaro: “il business sui biglietti c’è, mi sono comprato due case e un panificio. Non lo nego perchè non è un reato ciò che ho fatto. Siamo un gruppo di 600-700 persone e non tutte di Torino. Forniamo noi i biglietti loro. Personalmente non ho mai fatto bagarinaggio, ma c’era chi lavorava per me per questo. I biglietti ce li dava la Juventus è normale. E’ sempre stato così”. Insomma, la società del presidente Agnelli rischia una nuova Calciopoli e lì il conto da pagare è stato altissimo…

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