Juventus, senti Zoff: “Sbagliato rivendicare gli scudetti di Calciopoli, ci sono delle sentenze”

Dino Zoff, che tra qualche mese compirà 75 anni, ha rilasciato una lunga intervista al ‘Corriere della Sera, in cui ha affrontato varie tematiche. Si è parlato molto, ovviamente, di Juventus: “Giocare nella Juve non era facile, parliamo della squadra più odiata d’Italia. A San Siro mi tiravano addosso di tutto e tornavamo da Milano, puntualmente, con i vetri del pullman rotti. A Firenze, invece, il clima era infernale. Quando perdemmo la finale di Coppa Campioni contro l’Amburgo, tutti scrissero che presi goal da trenta metri. In realtà, Magath tirò quasi dal limite dell’area di rigore. Oggi si parla di eurogoal, ai miei tempi mi diedero del cieco. Buffon? Gigi è esploso prima di me ma non mi sento inferiore a lui. Gli arbitri? Non è vero che ci favorivano“. Zoff, però, la pensa diversamente rispetto alla gran parte del popolo bianconero, in merito alla questione calciopoli: “La Juventus fa male a rivendicare quegli scudetti. Ci sono delle regole e delle sentenze. La società, inoltre, si autoaccusò, senza dimenticare che Moggi fu condannato dalla giustizia sportiva. Di certo, il secondo di quei tricolori non andava assegnato a nessuno, tantomeno all’Inter. Il campionato è risultato falsato per tutti“. Parole che, senza ombra di dubbio, faranno parecchio discutere. Una battuta, infine, anche sulle mogli dei giocatori ai giorni d’oggi: “Mia moglie ha sempre saputo starmi vicina ma anche lontana. Oggi, invece, ci sono situazioni in cui la moglie di un calciatore rimprovera pubblicamente l’allenatore. Robe da matti“.