E’ felicissimo Kakà per il suo ritorno al Milan, e non ha fatto proprio nulla per nasconderlo alla conferenza stampa di presentazione, come giusto che fosse: “Sono contento di essere di nuovo qui, provo una grande emozione. Per me è come se non fossi mai andato via dal Milan”, le parole di un Kakà sorridente. Il brasiliano ha poi spiegato com’è andata la trattativa: “Mio padre si è incontrato con Galliani alle cinque del pomeriggio ed è rientrato a mezzanotte. Mi ha prospettato la situazione e mi ha lasciato il tempo di riflettere. Ne ho parlato con mia moglie e, alle due e mezza di notte, ho chiamato Galliani per dirgli che avevo scelto di tornare. Ho provato cinque volte a chiamarlo ma dormiva e non mi rispondeva. L’indomani gli ho comunicato la mia decisione, ed eccomi qui“.
Ricky ha quindi parlato delle sue ambizioni: “Innanzittutto voglio specificare che non sono venuto qui perchè consigliato da Scolari in vista dei Mondiali. La scelta è mia e solo mia. Considero il Milan uno dei club migliori al mondo, abbiamo le carte in regola per fare bene sia in Italia che in Europa. Ci sono molti calciatori abituati a reggere le pressioni”. Sull’argomento ‘ruolo‘ Kakà è stato molto chiaro: “Ho sempre giocato da trequartista o da seconda punta, ma preferisco prima parlarne con l’allenatore. Poi vedremo quale sarà la soluzione migliore“.
L’argomento si è poi spostato sulla sua esperienza, non felicissima, al Real Madrid: “Premetto che sono felice di aver fatto, per quattro anni, parte della storia del Real Madrid. Quel che mi dispiace è di non aver reso al meglio, di non aver dato quanto avrei potuto. Se non ho fatto benissimo al Real non è certo colpa del modulo, ho sempre giocato nel 4-2-3-1 e, tatticamente parlando, per me andava benissimo. Ad ostacolarmi è stata per prima la pubalgia, poi, con gli arrivi di Ozil e Di Maria gli spazi per me si sono ridotti sensibilmente. Mourinho? Non posso addebitargli alcuna colpa, mi ha sempre spronato a fare del mio meglio anche se poi ha fatto altre scelte. Con Ancelotti sono rimasto al Real un mese e mezzo, ci siamo confrontati ed aveva idee diverse da un mio frequente utilizzo. Da qui, la decisione di venire al Milan, presa d’accordo anche con Carlo“.