Franck Kessiè ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del ‘Corriere delle Sera’. Il centrocampista ivoriano ha toccato diversi argomenti a cominciare dal fattore stanchezza: “Non sono stanco, per nulla. Io più lavoro, più ho voglia di lavorare. Per me è normale, nel Cesena ho giocato 35 partite, l’anno scorso sono stato espulso e mi sono fermato a 32. E questa stagione voglio farne anche di più. Sono sempre sul pezzo ricordando l’obiettivo. Il Milan mi ha chiamato per tornare in Champions. Questa è una nuova sfida per me, voglio essere all’altezza”.
“L’Atalanta gioca per restare in serie A, il Milan per vincere lo scudetto. È chiaro che le pressioni siano maggiori, ma io non leggo niente, né giornali né social. Penso solo a lavorare, ci sono tanti compagni di livello che mi danno fiducia. E anche l’allenatore. Montella è un grande allenatore, perché prende tutte le pressioni su di lui e fa il bene della squadra. Il derby va vinto, non importa se si gioca bene o male, va vinto in qualunque modo. Quale giocatore dell’Inter temo di più? Perisic. Cosa ricordo dei derby del passato? I gol di Shevchenko, ma anche Zanetti”.

“Alla fine della stagione voglio arrivare a otto gol. Chi tira il prossimo rigore tra me e Ricardo Rodriguez? Chi si sente meglio. Io e lui siamo i rigoristi, poi decidiamo assieme. Com’è andata la storia della maglia numero 19 contesa a Bonucci? Parlando anche con la società, ci siamo messi d’accordo. Ora ho il 79 perché è il più simile al 19. Mi sono arrabbiato quando hanno messo in discussione la mia età? No, neanche lo sapevo. Non ho mai avuto problemi di razzismo negli stadi italiani. Nel tempo libero esco pochissimo, quasi solo per giocare a bowling, sono bravo! Guardo molti film, mi piace la serie Transporter. Vivo da solo in zona San Siro, ma tra due mesi dovrebbe raggiungermi mia madre Natalie. Le dirò che farà freddo, così lei sarà preparata. Se segno e vinciamo il derby, prometto che vado da Milano e Milanello a piedi”.