ROMA, PARLA KOLAROV – Il passaggio alla Roma di Kalarov ha fatto discutere, soprattutto per il passato alla Lazio. Non sembra essere un problema per l’ex calciatore Fuser come dichiarato alla ‘Gazzetta dello Sport’: “quando sono arrivato a Trigoria nel 2001 in pochi mi hanno ricordato il passato laziale, forse perché in mezzo c’era stata la parentesi al Parma. A tanti tifosi biancocelesti invece la mia scelta non è piaciuta. Ma noi eravamo e siamo professionisti. A parte casi eccezionali come Totti e De Rossi da una parte o Nesta dall’altra non c’era e non c’è niente di male a cambiare squadra, dalla Roma alla Lazio e viceversa”.
ROMA, PARLA KOLAROV – “Roma è una città particolare, dove ci si identifica con la squadra in cui si sta e si crea un senso di appartenenza speciale. Così è difficile scegliere di andare dall’altra parte. Sono andato alla Roma perché mi dava la possibilità di giocare la Champions e perché pensavo che arrivando nella squadra campione d’Italia, che aveva preso il miglior giovane dell’epoca (Cassano, ndr), ci fosse la possibilità di conquistare lo scudetto. Invece niente, solo una Supercoppa e niente altro. E poi l’offerta economica era buona, difficile dire di no”. Per i laziali era un idolo: “Me lo ricordo benissimo quel coro, sono legatissimo a loro. Ma anche i romanisti con me, pur non amandomi come gli altri, mi hanno rispettato”.