La “barzelletta Milan”: adesso il caos allenatore assume contorni comici!

A pochi giorni dall’inizio dei ritiri delle squadre di Serie A, c’è solo un club senza allenatore, il Milan del presidente Berlusconi… per ora. La situazione societaria sta infatti condizionando l’intero mercato rossonero, compresa la scelta del nuovo tecnico. I tifosi però si stanno giustamente allarmando, a pochi giorni dall’ipotetico inizio di stagione i nomi si rincorrono senza tregua, ma il Milan è ancora senza allenatore. Dal termine della stagione passata, saranno stati 20 i nomi di tecnici accostati ai rossoneri, e non per follia giornalistica, ma proprio a causa delle idee molto confuse della società meneghina.

Brocchi “sballottato” come fosse un pacco regalo: trattenuto, rilasciato, mandato al Brescia a poi frenato. Il tutto con Giampaolo alla finestra pronto a subentrare, e con la nuova “vecchia ipotesi” Montella che ha ripreso piede nelle ultime ore. Ma queste sono solo le piste berlusconiane, in caso di rapido subentro dei cinesi infatti ci sarebbero nomi più internazionali pronti a sedere sulla panchina del Milan: da Garcia a De Boer, sino a Manuel Pellegrini.

E la squadra? Lì la situazione è ancora più in alto mare. Ci sono calciatori con le valigie in mano, che attendono di conoscere il proprio futuro. Il mercato è entrato pienamente nel vivo, ma Galliani è costretto ad attendere gli sviluppi societari per conoscere le idee del nuovo allenatore in merito a suddetti calciatori. Dunque come potrebbe l’amministratore delegato rossonero vendere ad esempio Poli o Niang, prima di conoscere le strategie del nuovo allenatore relativamente a queste due pedine? Ed allo stesso modo, come Galliani potrebbe scegliere nuovi colpi per il Milan senza sapere quale sarà il modulo e quali le esigenze di Garcia, Montella, Brocchi o chicchessia? Impossibile, anche perchè potrebbe non essere più compito di Galliani, il colpo Lapadula è stato solo una goccia nell’oceano dei “casi” da sistemare in casa rossonera.

Riassumendo, il quadro al Milan è quasi comico, con i tifosi che però stanno iniziando a perdere la pazienza. Un altro anno di transizione sarebbe inaccettabile per un club come quello rossonero: quando finirà questa tanto chiacchierata “transizione”, e sopratutto dove porterà?