E’ davvero incredibile quanto successo ieri sera allo stadio Castelão di Fortaleza quando, durante il calcio di rigore con cui James Rodriguez ha riaperto la partita a 12 minuti dal termine spiazzando Julio Cesar, una grossa cavalletta s’è posata sul suo braccio dov’è rimasta senza che il giocatore se ne accorgesse per diversi minuti, per tutto il rigore e anche durante l’esultanza del capocannoniere del mondiale (6 gol e 4 assist, nessuno a 23 anni aveva fatto così tanto in questa competizione).
Fortaleza è una metropoli costiera della zona più settentrionale del Brasile, alle spalle si apre la straordinaria foresta amazzonica e il clima è sempre caldo e umido: il Castelão, infatti, è lo stadio della storia dei mondiali (di sempre) più vicino all’equatore. La cavalletta – probabilmente – veniva proprio dall’Amazzonia: è un animale che rappresenta allegria, buona fortuna, abbondanza e virtù. In Cina addirittura si credeva che i parenti tornassero in vita in groppa a una cavalletta, che era simbolo di nobiltà anche nell’antica Grecia. Nel simbolismo fondamentale, la cavalletta significa “sorprendenti salti in avanti” perché è un animale che si muove a salti e balzi, con una notevole capacità di salto al punto che riesce ad effettuare balzi orizzontali fino a 20 volte la lunghezza del suo corpo e i suoi salti sono sempre in alto o in avanti, mai indietro. Insomma, un simbolo ideale per James Rodriguez e per il “grande salto” di questo giovanissimo 23enne colombiano arrivato in Brasile quasi come sconosciuto, e adesso affermatosi come un grande big.
