Dopo un Mondiale molto deludente da parte di tutta la Nazionale italiana, buona parte delle critiche sono ricadute su Mario Balotelli. C’è chi lo attacca aspramente, ma anche chi lo vuole spronare a dare di più e ad essere d’esempio per i più giovani, come la nostra lettrice Maddalena, la quale ha scritto una lettera indirizzata a Mario.
Caro Mario Balotelli, sono una grandissima tifosa di calcio e Amo la nazionale Italiana, ora più che mai, visto che da quasi 10 anni ho lasciato l’Italia per vivere negli Stati Uniti. Sono certa che in questi giorni hai ricevuto e riceverai molti messaggi e lettere, alcune negative altre un po’ meno, e molte di supporto come spero sia questa per te. In realtà, la mia lettera non e’ solo per te ma si rivolge anche a tutti gli Italiani che vogliano cogliere questa occasione per fare una seria riflessione sulla natura e il percorso moderno della nostra cultura. Comincio dal mettere in chiaro subito la mia posizione nei tuoi confronti. Mario, credo tantissimo nel tuo talento calcistico che hai dimostrato in diverse occasioni anche se sono convinta che non sia ancora esploso nelle sue piene potenzialità. Ed e’ questo il messaggio fondamentale delle mie parole. Capisco benissimo la frustrazione dei tuoi compagni di squadra, dei “senatori,” che sono dei professionisti e campioni che hanno tanto esperienza, passione per la maglia, e agonismo da vendere; noi tutti li amiamo e li ringraziamo. Allo stesso tempo credo che il tuo caso non riguardi semplicemente un giovane calciatore svogliato che non ha dimostrato abbastanza attaccamento alla maglia… ritengo che la tua situazione sia un po’ più complessa. Essere nato, crescere e vivere in Italia come discendente di Africani non e’ una cosa semplice… e noi italiani possiamo sminuire questa realtà quanto vogliamo, ma abbiamo tanta strada da fare per quel che riguarda la capacita’ di vivere in una società multietnica e diventare seriamente una melting pot. Perché Italiani, che lo vogliate o no, l’Italia non appartiene solo agli italiani ma a chiunque voglia diventare parte della nostra comunità! Siamo tanti gli Italiani all’estero, e sono convita che tanti Italiani in Italia, vista la crisi, farebbero di tutto per lasciare l’Italia e cercare nuove opportunità di vita all’estero. E mi rivolgo a queste persone, Non crediate che essere un italiano all’estero sia facile. In passato, gli emigranti hanno dovuto soffrire per farsi strada in altri paesi anche qui negli Stati Uniti che sono sempre stati un paese di immigranti. Sento e leggo tanti Italiani usare questa realtà come scusa e giustificazione al fatto che gli emigranti in Italia non dovrebbero essere accolti positivamente o facilitati. E mi chiedo, l’esperienza anche indiretta, la storia, non ci ha insegnato proprio nulla? Perché essere così spietati solo per risentimento? Tornando a te Balotelli, purtroppo, la tua situazione e’ davvero anomala, perché nuova. Sei in realtà il primo giocatore che ha davvero offerto agli Italiani la possibilità di aprirsi ad una realtà diversa. Amiamo i nostri beniamini calcistici, qualunque sia la loro origine, ma quando si tratta della Nazionale, e’ innegabile che ci siano persone ancora non capaci (peccato per loro) di aprirsi positivamente ad una nuova realtà: l’Italia non e’ più esclusivamente un paese di emigranti, ma ora più che mai, di immigranti. Con questa constatazione non intendo giustificare ogni tuo comportamento perché un campione non e’ solo quello che segna tanti goal, ma soprattutto quello che ha una dignità e moralità che vanno al di la’ del calcio. De Gregori lo ha detto nei migliore dei modi, “Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…” Proprio questo e’ quello che con una confusione di parole voglio dirti Mario.
Lo so che quando vai in campo con la maglia della Nazionale, senti un peso, una responsabilità che va al di la’ di quella che ogni altro calciatore avverte. Senti l’obbligo di dover dimostrare chi sei ad ogni minuto per legittimare la tua presenza in Azzurro e in realtà questa pressione e’ stata controproducente. Infatti non ti ha aiutato ma ti ha invece paralizzato! I tuoi compagni sono forse arrabbiati ma hanno ragione…quando giochi in Nazionale si vede che tu vuoi segnare ma a mio avviso lo fai per i motivi sbagliati. Non lo fai per la maglia, lo fai per zittire le critiche, lo fai per rabbia verso le persone che ti hanno attaccato. Ma questi non sono i motivi giusti per segnare dei goal. Lo devi fare per la squadra, lo devi fare per la maglia e per noi tifosi che arriviamo a piangere per la Nazionale! Solo così il tuo talento troverà il giusto canale di espressione. Dirigi la tua rabbia verso traguardi positivi, più grandi di te, meno egoistici e allora finalmente vedremo il vero Balotelli, ne sono convinta! Non ti condanno ma ti capisco perché sei giovane. Queste situazioni sono forse più grandi di te e devi ancora imparare a gestirle come un campione ha l’obbligo di fare. Tu hai tutte le carte in regola per essere un grande giocatore di calcio e un campione della nostra amata nazionale. Per questo ti invito a riflettere sulle tue emozioni, sul tuo travaglio emotivo, e su tutto quello che fino ad ora ti sei portato dietro e che devi lasciarti alle spalle per farsi che con più leggerezza tu possa d’ora in avanti affrontare le sfide calcistiche e quelle della vita. Sei giovane e come tutti hai bisogno di tempo per crescere e diventare un uomo. Nel tuo caso pero’ questa crescita deve essere più veloce e netta…perché alla fine, al di la’ della tua storia personale, ora sei un privilegiato. Sei un giocatore a livello internazionale, con possibilità di carriera infinite che ti stanno premiando in ogni caso ad un livello economico che molti italiani, e non solo, possono solo sognare. Non sprecare queste possibilità. Sii d’esempio per altri Italiani e giovani come te nel mondo. Non reagire aggressivamente alle provocazioni, ma cerca di trovare la forza in te stesso e nei tuoi affetti; quella tempra caratteriale che ti aiuterà’ ad abbassare il volume delle critiche e delle cattiverie gratuite per essere finalmente libero di eccellere. Credo che tu conosca la storia di Jackie Robinson, il primo Afro-americano a giocare nella Major League Baseball. Nel film 42 (2013) che racconta la sua storia c’e’ questo scambio: Jackie Robinson: You want a player who doesn’t have the guts to fight back? Branch Rickey: No. I want a player who’s got the guts *not* to fight back. Jackie Robinson: You give me a uniform, you give me a number on my back, I’ll give you the guts. Questo puoi essere essere tu Mario!
P.S. Mio figlio ha 5 anni e gioca a calcio. Lui ti adora. Per favore, sii un esempio per lui e per tanti altri bambini nel mondo che sognano di diventare come te. In bocca al lupo e davvero spero che rimarrai per il resto della tua carriera parte degli Azzurri. Portaci ai prossimi Europei e ai prossimi Mondiali!
Ciao! Maddalena Casale Palermo