La furia di Conte e quel dubbio: con l’Avvocato Agnelli sarebbe accaduto?

Se ne sta parlando ancora, forse anche più del dovuto, ma è anche normale che ciò accada: la ‘lite’ a distanza tra Antonio Conte e Fabio Capello, con annesse parole sugli scudetti revocati e via dicendo, fa discutere parecchio. A creare particolare scalpore sono state proprio le frasi sugli scudetti vinti dalla Juve di Capello, proferite dal tecnico pugliese: “Del gioco di quella squadra non si ricorda nessuno, ci si ricorda invece degli scudetti revocati“. Ma è bene ricordare che Conte, subito dopo, ha corretto il tiro, definendo la revoca una “fesseria“. A quel punto si era comunque già scatenato il dibattito, con la tifoseria interista, in particolare, che ha visto nelle parole dell’allenatore della Juve una sorte di ammissione di colpa dei fatti di calciopoli, contro cui la società bianconera, da anni, continua a battersi a colpi di ricorsi e simili. In molti, peraltro, si sono fatti qualche domanda: con l’Avvocato Gianni Agnelli ancora in vita, questa baraonda sarebbe accaduta comunque oppure no? Conte avrebbe visto i propri animi placati dalla presenza importantissima dell’Avvocato, o al suo carattere fumantino non ci sarebbe comunque stato rimedio? La società dell’Avvocato era più forte di quella attuale ed avrebbe dunque impedito lo scoppio di certi ‘casi’, oppure no? Domande cui è impossibile trovare risposta, dato che manca la controprova, ma il dubbio c’è. Un dubbio alimentato anche dalle recenti parole, spese proprio sulla questione Capello – Conte, dall’ex dg bianconero Luciano Moggi, che ai microfoni di ‘Sport Mediaset’ così ha parlato: “Una cosa ve la posso assicurare. Se io fossi ancora alla Juve, Conte certe cose non le direbbe“. C’è da credergli? Chissà…