Il campionato italiano è un campionato vecchio. Squadre con un’età media di molto superiore a quella europea. Una polemica mai placata quella del calcio italiano fatto da “giocatori d’esperienza” che però non danno prospettiva e sbocco al futuro della Serie A. Lo specchio di come il nostro campionato sia vittima di una politica sbagliata di gestione dei calciatori giovani è la Nazionale. Antonio Conte, attuale c.t. dell’Italia, ha affrontato non poche difficoltà nell’assemblare una rosa di calciatori in grado di portare in alto la nostra Nazionale. La polemica sugli oriundi, oltre agli strascichi che si è portata dietro, ha messo in luce una situazione che appare critica. Le difficoltà di Conte nel reclutare giovani e validi campioni capaci di portare con merito la maglia azzurra è chiara e palese. La scelta di far ricadere sugli oriundi la convocazione pare un escamotage che fin troppo rivela il declino del nostro calcio. I giovani italiani o stranieri che siano non giocano nel nostro campionato.
Il dato pare confermato anche dal CIES Footbal Observatory, un centro in Svizzera dedicato all’analisi statistica delle tendenze del calcio europeo. Le ricerche del centro dimostrano la veridicità di quanto detto fino ad ora: tra i cinque principali campionati continentali, il nostro è quella dove meno si offre la possibilità ai giovani giocatori di crescere e giocare. Ecco il tasso di presenze dei giocatori Under 23 presenti in ciascun campionato:
- 39,9 % in Ligue 1;
- 38,1 % in Bundesliga;
- 32,6 % nella Liga;
- 26,9 % in Premier League;
- 24,4 % in Serie A.


