La ‘mala politica’ del calcio italiano: la Serie A invecchia, Conte è stufo!

I giovani dei vivai "poco attesi e svenduti", la mala politica della Serie A

Il campionato italiano è un campionato vecchio. Squadre con un’età media di molto superiore a quella europea. Una polemica mai placata quella del calcio italiano fatto da “giocatori d’esperienza” che però non danno prospettiva e sbocco al futuro della Serie A. Lo specchio di come il nostro campionato sia vittima di una politica sbagliata di gestione dei calciatori giovani è la Nazionale. Antonio Conte, attuale c.t. dell’Italia, ha affrontato non poche difficoltà nell’assemblare una rosa di calciatori in grado di portare in alto la nostra Nazionale. La polemica sugli oriundi, oltre agli strascichi che si è portata dietro, ha messo in luce una situazione che appare critica. Le difficoltà di Conte nel reclutare giovani e validi campioni capaci di portare con merito la maglia azzurra è chiara e palese. La scelta di far ricadere sugli oriundi la convocazione pare un escamotage che fin troppo rivela il declino del nostro calcio. I giovani italiani o stranieri che siano non giocano nel nostro campionato.

Il dato pare confermato anche dal CIES Footbal Observatory, un centro in Svizzera dedicato all’analisi statistica delle tendenze del calcio europeo. Le ricerche del centro dimostrano la veridicità di quanto detto fino ad ora: tra i cinque principali campionati continentali, il nostro è quella dove meno si offre la possibilità ai giovani giocatori di crescere e giocare. Ecco il tasso di presenze dei giocatori Under 23 presenti in ciascun campionato:

    1. 39,9 % in Ligue 1;
    2. 38,1 % in Bundesliga;
    3. 32,6 % nella Liga;
    4. 26,9 % in Premier League;
    5. 24,4 % in Serie A.
Dove crescono i giocatori? (Dati: CIES Football Observatory)
Sempre da uno studio del CIES risulta che l’età media dei calciatori che hanno militato dalle nostre parti nella stagione 2013-2014 è sempre la più alta. Ecco il grafico che mostra la media, quella italiana è addirittura di 27,61 anni.
Cattura
La percentuale più allarmante è poi quella che riguarda il tasso di presenza dei calciatori che fin da giovani vengono “cresciuti” all’interno dei vivai e che poi vengono fatti giocare in prima squadra. Il dato sottolinea la totale mancanza di una politica che s’impegni nel puntare sui giovani. Ad essi vengono preferiti investimenti stratosferici su giocatori più avanti con gli anni.
Percentuale calciatori allevati nel club (Dati: CIES Football Observatory)
Una cultura che ci ha portato dall’essere uno dei Campionati produttore di giovani campioni e di squadre titolate, ad essere un Campionato fanalino di coda per i suoi successi e le sue doti tecnico tattiche. I numeri sono solo il frutto di un’organizzazione che non funziona e che va rivoluzionata. L’ultimo sconfortante dato, sempre stilato dal CIES, è quello dei club europei che producono il maggior numero di giocatori professionisti. Tra le italiane ritroviamo solo due squadre: l’Inter (77°) e l’Atalanta(89°). Per fare un confronto, ci sono nelle prime posizioni 15 club francesi, 8 spagnoli e 8 olandesi.