Gianni De Biasi, attuale tecnico dell’Alaves, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, in vista di Albania-Italia, una gara speciale per l’allenatore veneto. L’ex Torino e Udinese, tra le altre, era uno dei candidati principali a diventare c.t. della Nazionale italiana: “Un po’ mi sono sentito scippato, ero in vantaggio. Ma ero occupato con l’Albania e non sono riuscito a liberarmi. È andata diversamente, nessuna invidia.
Con la Macedonia si poteva e doveva vincere: il calcio riserva queste sorprese. Ma ci qualificheremo, anche se a Scutari sarà dura. Li conosco bene. L’Albania è e resta lontana tecnicamente e per mille altri motivi: storia, qualità dei singoli, esperienza. Ma non mancano grinta, tenacia e voglia di stupire. E con Panucci qualcosa in più: il desiderio dei giocatori di mettersi in mostra con il nuovo tecnico. Punti di forza? Determinazione. E organizzazione”.
Sui giovani italiani: “I giovani bisogna aspettarli e curarli. Con pazienza. In un momento possono perdere il contatto con la realtà. Il fatto è che da noi si fatica a farli giocare e di questo risente anche la Nazionale. Tranne l’Atalanta. Gasperini c.t.? Non ci sarebbero problemi per uno come Gian Piero. Tutti i c.t. hanno poco tempo e quindi devono essere bravi a organizzare poche cose e semplici. Fare le cose facili è la cosa più difficile, mi creda”.