La sfuriata di Conte: tra Mourinho ed una piccola dose d’incoerenza

Il vulcanico ct azzurro sulle orme di Josè Mourinho

Da quando Antonio Conte siede sulla panchina della Nazionale Italiana qualcosa è effettivamente migliorato. I risultati parlano chiaro e gli azzurri hanno vinto 5 delle 6 partite disputate con l’ex allenatore della Juventus.
Tuttavia ieri il pugliese è esploso in uno sfogo comprensibile e giusto: se l’è presa un po’ con tutto il sistema in generale, attaccando i club che lo lasciano da solo. Ha manifestato il proprio dissenso nei confronti delle critiche giornalistiche, a suo modo di vedere troppo pretenziose e soprattutto ha dichiarato di aspettarsi una situazione più facile rispetto a quella che rispecchia la realtà. I calciatori, dice Conte, vengono a Converciano per 9-10 giorni e non c’è il tempo materiale per costruire. In questo ha tutte le ragioni del mondo.

Alla base del suo sfogo c’è probabilmente la negazione da parte degli organi federali e da parte dei suddetti club, di concedere i calciatori all’Italia per alcuni stage da svolgersi durante l’anno, in particolare in occasione della pausa invernale.

Antonio Conte è indiscutibilmente un grande allenatore, come dimostrano tutti i successi ottenuti con Bari, Siena e soprattutto Juve. Tuttavia c’è l’impressione che lui abbia l’esigenza di andare sempre sopra le righe, tenere alta la pressione e la concentrazione mediatica. Tutte caratteristiche che sono proprie di Josè Mourinho, tecnico che in Italia le ha esaltate ancor di più. Un atteggiamento del genere, che ha i suoi lati positivi, alla lunga può risultare però stancante. Ad ogni modo è simpatico osservare come quando il nostro ct allenava la Juventus fece una vera e propria guerra con Cesare Prandelli per una convocazione di Giorgio Chiellini, dando del maleducato all’attuale allenatore del Galatasaray ed infischiandosene della Nazionale.  Messosi dall’altra sponda, come lui stesso ha ammesso, si trova a dover convivere con problemi che sono stati di tutti i Commissari tecnici che l’hanno preceduto.

La Nazionale è sola. Questo rimane. Ed è un dato di fatto.