La vita dei calciatori dopo il ritiro: il 95% torna ‘uomo normale’ con i guadagni che latitano

Fare il calciatore è il sogno di ogni bambino. Chi riesce a sfondare e ad arrivare nel calcio professionistico può togliersi anche grandi soddisfazioni e fare una vita agiata, se non milionaria. La carriera di chi fa il giocatore, però, è breve: tra i 35 e i 40 anni tutti, chi prima chi poi, appendono gli scarpini al chiodo. E dopo il ritiro? Quali prospettive hanno coloro che hanno praticato il calcio da professionisti, non solo in Serie A, al termine della carriera?

LaPresse/Gerardo Cafaro

La vita dopo il calcio giocato è tuttaltro che semplice per la maggior parte degli ex giocatori. Di questo si è discusso al convegno organizzato dall’Aic a Udine  intitolato «Tempi supplementari, Aspetti traumatici e psicologici del dopo carriera». All’evento hanno partecipato diversi ex calciatori: Massimo Paganin, ex Inter, oggi collaboratore della stessa Aic, Manuel Gerolin, ex Roma, direttore sportivo dell’Udinese, Valerio Bertotto, ex Udinese, allenatore fresco di esonero dalla Viterbese, Mauro Milanese, ex Inter, dirigente della Triestina, Diego Bortoluzzi, ex Venezia, allenatore «in proprio» dopo anni come vice di Guidolin, Denis Godeas, ex Messina, e poi ovviamente il presidente dell’Aic Damiano Tommasi.

“Quelli che a fine carriera hanno milioni in banca sono soltanto il 5 per cento del totale”, ha spiegato Paganin. Il 95% deve rifarsi una vita. In molti infatti dicono di rimanere nel calcio ma Fabio Poli, direttore organizzativo Aic, ha svelato: “L’ottanta per cento dice di rimanere nel calcio, ma la maggior parte di costoro ricopre incarichi su base volontaria, non remunerata”.

Poi è intervenuto anche Gerolin per dare un consiglio proprio ai calciatori: “Io da calciatore spendevo… Ho però avuto la fortuna di essere indirizzato bene dall’Udinese per il dopo. Ho girato il mondo come osservatore, mi sono specializzato. Ragazzi, divertitevi, ma pensate al futuro”. Bertotto infine ha chioasato: Viene il giorno in cui si passa dalla bolla dorata alla dura realtà della vita normale“.

Quanto percepisce di pensione un ex calciatore?

Anche per quanto riguarda il mondo del calcio le regole della pensione sono cambiate. I calciatori professionistici nati dopo il 1996 andranno in pensione all’età di 66-67 anni, ovvero come ogni comune mortale, e percepiranno un assegno in base a quanto hanno versato. L’Aic ha spiegato: “In media sarà di 1500 euro per chi avrà 16 anni e 8 mesi di contributi, quota non facile da raggiungere per tutti”. Fare il calciatore sarà anche il lavoro sognato da molti ma ‘dura poco’: a 35/40 anni la maggior parte di chi ha giocato a calcio a livello professionistico deve iniziare una vita da ‘uomo normale’.