Ci proveranno i diavoli rossi del Belgio a mandare all’inferno l’inarrestabile Messi di questi Mondiali. Ma Argentina-Belgio, quarto di finale in programma domani alle 18 italiane all’estadio Nacional di Brasilia, non sara’ solo l’ennesimo amarcord per ‘la pulce’ sulle orme del mito Maradona che abbatte’ il Belgio nelle semifinali di Messico ’86, ma anche il confronto tra due modi diversi di intendere il calcio. Da un lato l’Argentina delle individualita’ alle prese con l’accusa di essere Messi dipendente; dall’altro il Belgio, una delle squadre che della coralita’ di gioco fa il suo marchio di fabbrica. In casa Albiceleste alla vigilia del match tiene banco la discussione sulla Messi-dipendenza. Anche oggi, infatti, il ct Alejandro Sabella ha dovuto alzare le barricate per evitare di creare tensioni all’interno della sua squadra. ”Lui è il migliore del mondo – ha detto in conferenza stampa – ma dietro di lui c’è una vera squadra, un team che lo supporta e che lo fa sentire bene e forte. Per quattro anni è stato criticato, oggi ci viene detto che siamo troppo dipendenti da lui”. Sabella puntera’ ancora su Higuain al centro dell’attacco con l’ex napoletano Lavezzi in ballottaggio con l’interista Palacio per un posto nell’undici titolare. ”Higuain ha avuto un problema alla fine della stagione e non si e’ potuto allenare al 100% ma sta crescendo ogni giorno. Lui – ha proseguito difendendo il ‘Pipita’ – si sacrifica per il bene della squadra e ha tutta la mia fiducia perché è un grande giocatore anche se non e’ riuscito a segnare quando ha avuto delle occasioni”. Sabella dovra’ fare a meno dello squalificato Rojo: al suo posto giochera’ Basanta. Il Belgio, qualificatosi come i rivali di domani al termine dei tempi supplementari a spese degli Usa, puntera’ sul ritrovato Lukaku in attacco (il sacrificato in panchina e’ Origi). I ‘diavoli rossi’ fino ad oggi hanno dimostrato di poter fare a meno di un vero trascinatore trovando di vota in volta l’eroe di giornata nei vari Hazard, Mertens e Lukaku, senza dimenticare le prodezze del portiere Courtois. Nel 4-2-3-1 di Marc Wilmots il trio Mertens-Hazard-De Bruyne giochera’ alle spalle di Lukaku. Una vecchia gloria come Jean Marie Pfaff, portiere di quel Belgio semifinalista nel 1986, si dice ottimista: ”Ai miei tempi quell’Argentina non era solo Maradona, ma un blocco: oggi e’ solo Messi”. Ma la Pulce potrebbe bastare da sola a rovinare i piani dei diavoli rossi: e a quel punto le porte dell’inferno si spalancherebbero per il Belgio.